Gorno
più o meno importanti. Colla distillazio-ne a secco, il corno fornisce una gran-dissima quantità d’ olio fetido, un pocodi carbonato di ammoniaca, pochissimaacqua e circa un sesto di carbone, di lu-centezza semìmetallica, il quale, dopoUna completa cinefazione, lascia un mez-zo per ioo del peso del corno d’unacenere composta principalmente di fo-sfato di calce, con un poco di carbona-to di calce e di fosfato di soda.
Il corno è insolubile nell'acqua ; masi ammollisce un poco con una ebollizio-ne prolungata di più giorni, e allora, aldire di Hatchelte, l’acqua viene un po-co intorbidata dalla soluzione di stagno,ma non dal tannino.
Vauquelin chiudendo il corno conacqua nel digestore giunse ad operarnela soluzione senza che ne rimanesseroseparati gli elementi, ed osservò che illiquore evaporato non si rappigliava ingelatina. L 1 alcoole e l 1 etere non iseiol-gono il corno menomamente : essi neseparano soltanto una certa quantità digrasso saponificato, un miscuglio di aci-di oleico e margarico, i quali rimangonodopo l'evaporazione del liquore.
L’ acido solforico concentrato gettatosulla raschiatura di corno alla tempera-tura di i 4 0 , non iscioglie nulla, nè pun-to colorasi. Quindi nulla ne precipitanoposcia gli alcali. Ma quando, dopo averben lavato coll’acqua il corno ammollitodall’acido, Io si fa bollire nell’acqnn, se nediscioglie una certa porzione, e il liqui-do viene poi precipitato dai cloruro dimercurio e dall’infusione di noce digalla. L’ acido nitrico diluito ammollisce'I corno, secondo le esperienze di Ilot-chelte ; ma non produce questo effettodie dopo una lunga macerazione, senzaperaltro nulla disciogliere ; nel tempostesso colorasi in giallo. Se, dopo averne‘Untilo il conio, versasi dcH'ammoniaca
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sopra di esso, diviene tosto d’ un rossogiallo, poi d’un rosso sanguigno, indisciogliesi producendo un liquore d’ unrosso giallo-carico. Se lavasi coll’ acquail corno ammollito nell’ acido nitricofreddo, e poscia si fa bollire con nuovaquantità di acqua, disciogliesi e produ-cesi un liquido giallo, che, evaporato adun certo punto, rappigliasi in gelatina colraffreddamento, come avviene della collaforte. La gelatina ridisciogliesi nell'acquafredda e viene dal tannino precipitata.L’ acido nitrico ordinario converte ilcorno in prodotti solubili. Se evaporasia secco la soluzione, la materia verso ilfine detona. Messa in macerazione nel ■l’acido acetico concentrato, la raschiai ti-ra di corno non si’ ammollisce ; ma la-sciata per alcuni giorni a digerire conpoco acido acetico diluito, in vasi chiusi,l’acido ne discioglie una certa quantità,senza colorirsi, ed evaporando a seccola soluzione, rimane una materia d’ uniallo chiaro, trasparente, che 1’ acquanon turba nè discioglie tampoco, e sem-bra essere la stessa materia ottenuta di-sciogliendo il corno nell'alcali e precipi-tando la soluzione coll’acido acetico. Se,fatta bollire la raschiatura di corno coll’al-coole, per ispogliarla del grasso, si lasciaseccare, e poscia vi si versa sopra del-l’acido solforico concentrato, dopo nnoo più giorni diviene violetta ed ancheazzurra senza che l’acido si colori. Die-tro 1’ osservazione di Hatchette, 1’ aci-do nitrico fa volgere il colore azzurroal giallo carico e l’ammoniaca all’arancio.
Gli alcali fissi caustici disciolgono ilcorno assai facilmente, ma 1’ ammoniacanon lo intacca menomamente. Se dopod’ aver esaurita la raschiatura di cornocoll’ebollizione nell’alcoole, la si mette acontatto con potassa caustica diluita inmolta acqua, il liquido acquista un odo-re disaggradevole di lisciva, iì corno
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