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Tomo XX. [Supplimento.]
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vi si aggiunge ancora dell’ acido idro-clorico.

Se fassi bollire il corno con una dis-soluzione concentrata di potassa comin-cia dall’ ammollirsi, poscia disciogliesi,con abbondante sviluppo di ammo-niaca, odore accessorio estremamentedisaggradevole e nauseante. Questo svi-luppo continua finché dura l’ebollizionee la dissoluzione del corno. Il corno ri-masto indisciolto diviene sì lubrico cheappena può tenersi fra le dila. Lavandoquesto corno ammollilo con acqua fred-da per ispogliarlo dell’alcali, disciogliesiin essa notabilmente e senza colorirla.

La dissoluzione alcalina bollita è den-sa, d'un bruno-nero, simile ad un cat-tivo sapone di potassa. La massa discio-gliesi facilmente nell’ acqua ; ne risultaun liquor torbido d’un giallo-pallido do-po esser stato feltrato, che lascia sulfeltro piccolissima quantità di polvereverdastra carica, supposta un carbone,e che sembra piuttosto un solfuro di fer-so, mentre il suo colore intenso spariscetotalmente a contatto dell’aria. Mescen-do il liquido con un acido, svolgesi, an-che molto prima che apparisca alcunprecipitato, del gas acido carbonico, ilcui odore disaggradevole indica eviden-temente esservi unito del gas solfido idri-co. L’acido idroclorico finisce col preci-pitare la combinazione acida sopradde-tta, ma in piccola quantità rispettoa quella del corno adoperato. Se pren-desi il liquido precipitato, si faccia dige-1110 C °1 carbonato di calcio fino a per-fetta neutralizzazione, poscia si feltri, e51 e y a pori a secco, da ultimo si tratticoll alcoole il residuo ottenuto, rimane,°po che l’alcoole nulla più separa, unaMateria che si discioglie facilmente nel. ac qua, cui comunica un debole colorjjudlo. Evaporata a secco, (presta disso-l)J| one lascia una sostanza dura, traspa-

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rente, screpolata, che puossi facilissima-mente ridurre in polvere. La sua disso-luzione acquosa viene precipitata dai rea-genti stessi che producono dei precipitatinella combinazione acetica di cui pre-cedentemente parlammo ; ma il cianurodi ferro e di potassio non la intorbidache dopo avervi versato dell’ acido ace-tico, e allora producesi una combinazio-ne di cianogeno che, ai caratteri ester-ni, somiglia perfettamente a quella ot-tenuta dalla combinazione acetica supe-riormente descritta. Questo corpo solu-bile non è peraltro una pura sostanzacornea ; vi è combinata della calce cherimane' dopo la calefazione. Mescendola sua dissoluzione coll’ acido idroclori-co formasi un precipitato che viene ri-disciolto da una quantità alquanto mag-giore di acido. L’acido acetico, al con-trario, produce un precipitato che nonsi ridiscioglie se non per un grande ec-cesso di quest’ acido. Sembra da questeesperienze risultare che la cottura collapotassa caustica concentrata decompon-ga il corno, formandosi moltissima am-moniaca ed acido carbonico, nonché unpoco di idrogeno solforato ed una ma-teria fetida particolare, mentre la por-zione non distrutta di sostanza corneadiviene in gran parte solubile nell’acidoidroclorico o nell’ acqua, con una mini-ma quantità di base alcalina, e il di piùrimane insolubile, combinalo coll’ acidoidroclorico eccedente.

La composizione del corno non ven-ne per anco esaminata a dovere. Si dàinvero questo nome a sostanze differen-tissime per la loro chimica composizio-ne. Le corna di quasi tulle le speciedel genere cervo sono per la maggior par-te formate di fosfato di calce e di unamateria organica che sotto l’azione del-l’acqua bollente trasformasi in gelatina,e non differiscono dalle ossa se non