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Tomo XX. [Supplimento.]
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perchè contengono una dose maggioredi questa materia organica. Le corna deibuoi e degli antilopi ed in generale ditutti i ruminanti a corna vuote, sonoquasi interamente formate da un’ altramateria organica, riguardata dall 1 Hat-chette per albumina coagulata, dal Vau-quelin per ìnucco solido unito a un po-co d’olio. La proporzione del fosfato dicalce che vi s’incontra è piccolissima ;poiché l’Hatchette non ne ha ottenutada 32 granirne di corna di bue incene-rite che oS' r ,o97, e da 5 gramme di cor-na di camoscio o£ r ,o 32 . Geolfroy ana-lizzò 16 once di raschiature di cornodi cervo e vi trovò 4 once, 2 drammee 3 grani di gelatina secca. Merat Guillotritrovò o£ r ,27 di cartilagine solubile;

di fosfato di calce; ot> r ,oi dicarbonato di calce, e uff r , di acquae di perdita.

Venendo ora a parlare degli usi cui siapplicano direttamente nelle arti le corna,premetteremo innanzi a tutto doversiqueste dividere in due classi distinte,ponendo nella prima quelle del bue, delbuffalo o dello stambecco, ed alla stessaclasse potrehhonsi riferire quelle delleantilopi e di alcuni altri animali, maqueste per essere troppo rare poco siadoperano, tranne quella del camo-scio ; nella seconda classe si hanno acomprendere quelle del cervo e del ca-priolo.

Gli usi delle corna della prima classedi corna sono i seguenti.

1. La parte inferiore che è alla radicesubisce varie operazioni che hanno periscopo di drizzarla per farne dei pettini.

2. La parte di mezzo spianata col ca-lore e resa trasparente serve a farne pia-stre o lamine.

3 . La cima del corno serve a farnemanichi di coltelli, trottoli od altri similioggetti.

Corno

4 - L’interno o l'anima delle cornalevasi facendole bollire nell’acqua ; vienealla superficie molta grascia che si leva,inattesi da parte e serve ai fabbricatoridi sapone comune.

5 . Quest’acqua medesima si adoperacome una sorta di colla e comperasi daitessitori per dare l’apparecchio alle tele.

6. Le materie che rimangono maci-nansi e si vendono ai fabbricatori d’idro-cianato di potassa, o di letame.

7. Le raschiature vendonsi anch’essepegli stessi oggetti.

8. Que’ pezzetti che rimangono aifabbricatori di lastre di corno, e che so-no troppo sottili per quell’ uso servonoa farne dei giocherelli, dipingendovi so-pra e intagliandone delle figure, che perla loro proprietà igrometrica, si pieganoquando metlonsi sulla palma della mano.

Le corna della seconda classe hannousi più assai limitati.

1. Il coltellinaio ed il tornitore leusano quali vennero staccate dall’anima-le per lavori simili a quelli che si fannocoll’ avorio, ma adattati alla piccolezzadelle loro dimensioni.

2. Le raschiature, oltre che agli stes-si usi di quelle delle corna della primaclasse, adoperansi anche dagli spezialiche ne ritraggono una gelatina che hamolti usi importanti, ed hanno applica-zioni di qualche interesse nell’ arte delprofumiere.

3 . Oneste stesse raschiature ridotteallo stato di carbone animale, servono al-l'orefice per la politura dei metalli.

Ci limiteremo a dare qui alcune n>"direzioni, in aggiunta a quelle che tro-vatisi nel Dizionario , sulle operazioni p ie "paratone cui assoggettasi il corno primadi passarlo nelle ollicine ove se ne fan» 0pettini, scatole e tabacchiere; e siccomela più parte dei metodi che si seguo 00[tei corno sono quegli stessi usali anche p* 1