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Tomo XX. [Supplimento.]
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Corno

la tartaruga, così a quella parola ricor-deremo il preseulc articolo per evitarele ripetizioni.

Considereremo dappoi i vantaggi delcorno adoperato siccome ingrasso delleterre ed il m.odo più utile di farne uso.Delle molte applicazioni importanti chequesta materia riceve fra le mani delloSCiToi.iNAio e del tornitore, ci occupe-remo negli articoli relativi a quelle arti,perchè le operazioni cui si assoggettasono le stesse che per le altre materieadoperate da quegli artefici. Così purerimanderemo alla parola idrocianato dipotassa per quanto riguarda 1’ uso delcorno nella preparazione di quella so-stanza.

Le corna di quasi tutti gli anfmali chesono muniti di questa difesa, e special-mente quelle dei buoi, «Ielle vacche, deibufali, delle capre e dei castrati, possonofoggiarsi in mille guise diverse mediantela pressione aiutata dal calore.

Molte particolarità su questo opera-zioni che stiamo per descrivere vennerocomunicate da Hénon figlio, il maggiore,che è uno de’ più distinti fabbricatoridi pettini di Parigi .

Le corna che si ricevono dall’ esterosono per lo più spogliate del loro noc-ciuolo interno, quelle che noi fossero seue spogliano facendole macerare in acquafredda più o meno a lungo secondo lastagione poscia tenendole per la cimaP'u sottile battonsi sopra un ceppo dilegno ed il nocciuolo esce da sè. Taglia-si allora con una sega la punta d’ ognicorno, ed anche la parte più larga chene forma la base, se ha qualche difetto.La punta vendesi in istato naturale agliscatolai, ai lavoratori di pomi da nanne,^da ombrelle, ec.

Metlonsi poscia le corna a molle inacqua lredda per uno, due o tre giorni,secondo la stagione o la natura stessaDh. Teca. T yi.

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del corno ; adoperasi più a lungo che siapossibile la stessa acqua, clic è migliorequanto più è vecchia, e che si cangia al-lora soltanto che pel suo fetido odoreriesce incomoda al vicinato, poiché sem-bra che le sue esalazioni non nuocanoalla salute. Quando le corna si sono suf-ficientemente ammollite in quest’acquadi macerazione, gettansi in una caldaiapiena d’acqua bollente e vi si lascianoper alcune ore. Levansi allora a due adue, infilansi sopra due braccia d’ unalunga pinzetta mediante la quale si ten-gono sopra d’una fiamma chiara, facen-dole girare rapidamente per riscaldarlein modo uniforme.

Mentre sono calde un operaio, posto-si a cavalcioni su di un banco che ter-mina dinanzi a lui con una forte caviglia,le appoggia contro questa, tenendole col-la mano sinistra, ravvolta d’una pezzuo-la, e le fende da fin capo all’altro nelverso che stima più utile per averne unabella piastra, regolandosi in questa ope-razione in modo da allattarsi alla formapiù o meno curva del corno, ed alle fen-diture che vi avesse osservato.

Quando il corno è fesso iutroduconsinella fenditura due pinzette piatte elioafferrano uno degli orli dentro e fuori,poscia dne altre pinzette che afferranoalla stessii maniera l’orlo opposto ; allorail lavoratore allontanando ad ambe manile braccia di queste pinzette che fannouffizio di leve, allontana sempre più gliorli opposti della fenditura del corno, oproduce in tal guisa un primo dirizza-mento, aiutandosi ad ogni qual trattocoll’azione d’una fiamma vivace in mez-zo alla quale gira il corno in ogni verso.

Compiuta questa operazione, bagnati-si le due cinte del corno, poi se lo slrt-gne fra due piastre di ferro freddo e losi lascia freddare a poca pressione, ba-gnatisene le cime per evitare elio si rotti-

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