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Tomo XX. [Supplimento.]
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164
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Consa

Corso

i C 4

li

| CARICHI

COEFFICIENTI 11! LH Ubigli

polla soglia

Fig. I

Fig. 2

Fig. 4

Fig. 5

Fig. 6

rn

0,2 !

0,3 19

0,324

0,32 2

0,524

o ,336

0,15

0,3 14

o, 3 1 3

0,314

»

»

! °’ 10

o, 3 o 5

o, 3 o 3 .

o ,3 0 3

o, 5 o 8

o, 3 1 5

| 0,06

0,283

0,281

0,2 80

0„2 7 I

0,2 87

i 0,04

0,272

0,259

0,257

0,246

0,260

t o,o 3

0,227

0,227

»

»

>>

I! die riducesi alla regola seguente : • | Esempio. Quale volume d’acqua scor-Moltiplicare la larghezza del rifiulop-e da un rifiuto largo 4”\3°5 accompa-per fallerà del livello generale del ser-!gnato di una gora inclinata a un decimo,batolo al dissopi a della soglia o lato la cui soglia sia o m ,25 al dissotlo del li-

inferiorc dell' orifizio^ e per la Velocitàdovuta a questa altezza ■ poi moltipli-care il prodotto per quello fra i coef-ficienti della tavola precedente che con-viene alla disposizione del rifiuto ed alcarico sulla soglia di esso.

vello generale del serbatoio, e dispostonel modo indicato dalla fig. i ?

Il coefficiente è o,5 1 g e la spesa quin-di trovasi

Q—o ,3 i 9X4"\3°X°’" 2 5\/19,02 X

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58 .

Alla stessa maniera si calcola ancheper le altre disposizioni.

Stazatùra dei corsi d’acqua.

Le regole e le formule precedenti so-no la miglior maniera di misurare i corsi,d’ acqua allorché siano applicabili ; im-perciocché si fondano sopra i risulta-menti di esperienze fatte con ogni esat-tezza ; ma può occorrere di determinareil volume d’acqua fornito da un fiume oda un canale sul quale non abbiavi nèsteccaie nè orifizii regolari.

XXI. Stazatùra degli antichi fon-t an ieri ; oncia d’ acqua. Gli antichi fon-

tanieri , allorché volevano misurare ilprodotto d’una sorgente di poca impor-tanza, ne barricavano il letto con tavolenelle quali facevano una fila orizzontaledi fori d’ un pollice di diametro, chiusicon turaccioli. Ciò fatto aprivano tanti.fori quanti era d’ uopo perchè il livellosi mantenesse ad una altezza costante diuna linea al dissopra degli orifizii. I ntale stato usciva per tutti questi fonuna quantità d’acqua uguale a quellasomministrata dalla sorgente, e calco-lavasi il prodotto di essa dal numero difori d’un pollice che si erano dovutiaprire per ottenere questo effetto ; di làne viene il nome dell’ oncia o poll‘ ce