iGG Conso
Esempio. Nel caso precedente aven-dosi l’area del profilo ~ 3 m -'? - 3 o, e lavelocità inedia —o"*,g<j?i, il prodottodel corso si troverà |
Qzz . 5 m - ? , ,3oxo’ 7 ',943^;3"'' c -,i 2.
XXIII. Relazione fra la velocità
Corso
MEDIA E QUELLA ALLA SUPERFICIE. AUoi’achè
non si può prendere il live’lo del corsod’acqua sopra una sufficiente estensione,si determina la velocità india deducen-dola da quella alla superficie, misurala nelluogo ove la corrente è più forte, e col-l’aiuto dei risultamenti che seguono tro-vati coll’esperienza.
m
m
m | m
m
m
m
m
m
Velocita alla superficie.
0,10
0, 5o
0
in
0
2 ,00
2 ,5o
3,00
3 ,5o
41°°
Relazione fra la velocitàmedia e quella allasuperficie.
0 ,^G 0
0,786
0,81a 0,832
0 ,848
0 ,862
0 ,8^3
0 ,883
0,891
Quando la velocità alla superficie ècompresa fra o m ,2o e i 7 ", 5 o, si può consufficiente esattezza per la pratica pren-dere per la relazione fra la velocità me-dia e quella alla superficie 0,80.
Per determinare la velocità alla su-perficie il mezzo più semplice ed insiemeil più esatto, è di gettare in acqua, nellacorrente più forte, uno o più galleggiantidi legno di quercia che si immerganoquasi interamente,ed osservare medianteun oriuolo a secondi, il tempo che im-piegano a percorrere un dato spazio chesi prenderà quanto più grande è possibi-le sopra una parte regolare del canale odel corso d’ acqua. Dividendo Io spaziopercorso pel tempo impiegatovi, si avràla velocità alla superficie. Per maggioreesattezza gioverà ripetere più volte l’os-servazione.
Adoperasi anche per determinare la ve-locità media dell’acqua in un canale o inun fiume Io stromento noto col nome dimulinello di Woltman o strohmesser ,quando siasi prima ben determinata la re-lazione fra la velocità delle alie e quelledell’ acqua, il che presenta qualche diffi-coltà. Ponesi lo stromento in varii puntidella larghezza del corso d'acqua a varieprofondità.MoltipIicansi convenientemen-te queste stazioni e prendesi poscia per
velocità media la media aritmetica fra levelocità osservate. La necessità di faremolte osservazioni impedisce che si pos-sa usare questo strumento pei corsi d’a-cqua la cui sezione non avesse per lomeno un metro quadrato di superficie eo' n ,2o a o 7 ", 3 o di profondità. Deesi in-oltre avvertire di non operare che inque’ luoghi dove tutta la massa d’acquadella corrente è animata d’ una notabilevelocità, e che per conseguenza convie-ne allontanarsi quanto occorre dalle stec-caie, dai rifiuti e dai luoghi ove si pro-duce qualsiasi agitazione o reazione.
Il qualunque maniera siasi determi-nata la velocità media, si calcolerà sem-pre il prodotto del corso d’ acqua collaregola del §. XXII.
XXIV. Velocità dell’acqua ai. fon-do dei canali. La velocità dell’ acqua alfondo dei canali è minore della velocitàmedia : interessa che non giunga al li-mite, al quale 1’ acqua comincerebbe adanneggiare il letto. Si potrà determi-narla colla formula ¥■—2U—V, nellaquale W rappresenta la velocità del fon-do, U la velocità media, V la velocità allasuperficie, e che riducesi alla regola se-guente : Raddoppiare la velocità mediae sottrarre dal prodotto la velocità del-la superficie.