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locali che servono a contenere gli animali,i prodotti dei raccolti, le vetture, e gliutensili hanno ad essere sollevati dalsuolo mediante uno strato di sabbia, dipiccoli ciottoli o di scorie di ferro, stesisopra un piano inclinato affinchè si ten-gano più asciutti e più sani, e quelle pe-gli animali hanno anche da avere fine-stre opposte e basse che si aprono echiudono per cangiare 1’ aria e regolarecome si conviene la temperatura interna.
La stalla del letame o letamaio deveessere posta nel mezzo della corte prin-cipale. Primieramente deesi fare lungogli edifizii un selciato o rialzo largo 9a 10 piedi od anche più secondo le pro-porzioni generali a fine di poter agevol-mente girare dall’uno all’altro; poscia sela corte è vasta se ne dee cignere di mu-ro una parte, divisa in varii comparti-menti per porre negli uni il bestiame ne-gli altri i carri, le carriuole, e simili. Sela corte si lascerà libera internamente,si farà in modo che il terreno sia incli-nato verso il centro se è in pianura, overso il punto più basso se fosse in de-*clivio, e dalla parte più bassa scavata onaturale, partirà un rigagnolo che con-durrà al serbatoio dei concimi liquidi.Il fondo di questa corte, deve essereconsolidato da un buon selciato, per re-sistere al peso dei carri che trasportanoil letame, ed evitare colla sua imper-meabilità l’assorbimento del liquido. Perimpedire, in quanto è possibile, all’ ec-cesso dell’acqua pluviale di penetrarenella massa del letame e di stemperarlo,si circonderà il letamaio di rigagnoli a-perti e sotterranei che porteranno viamediante tubi convenientemente dispostil’acqua scolata dai tetti. Si è questa laopinione dei migliori scrittori intornoalla situazione relativa della corte, delletamaio e dei serbatoi. Non minore at-tenzione però si meritano le fosse delle
Coatti.*
orine, le quali possono essere aperte at-1’ aria, ma sono migliori quando sianocoperte, e si costruiscono vicino allestalle ed alle tettoie ove riparansi i be-stiami , per ricevere immediatamentel’orina di quelli senza che mescasi all’a-cqua pluviale. L’ esperienza c’ insegnache in siffatta maniera puossi in ogni po-dere procurarsi un notabile aumento diconcime del più ricco e del meglio adat-tato ai terreni arativi ; ma siccome ognieccesso è cattivo, così è qui da osservarsirhe il vantaggio che si cerca di ottenerecangerebbesi in perdita, se lo scolo delleorine venisse procurato a segno d’impe-dire la fermentazione dello strame chenon se ne inzuppasse abbastanza. I mi-gliori agronomi sono d’avviso che i be-stiami non tenuti sempre nella stalla dia-no soltanto la quantità d’oriua che occor-re a cangiare la paglia in buon letame ;allorché però rimangono sempre legatialla mangiatoia, rendesi necessario unserbatoio per raccorre l’eccesso dell’ori-na (V. concime, obina ).
Quando 1 ’ abbeveratoio è nel cortiledeesi avere somma cura che le acque delletame non vi trabocchino o non vi sianorespinte. Sarà giovevolissimo, quando sipossa valersi di un canale d’acqua viva,ma in mancanza di questo vi si potràsupplire portando 1’ acqua in una vascacon una tromba o raccogliendovi quelli»dei tetti. Una grande vasca di pietra eduna tromba che peschi un pozzo, saiasufficiente ai bisogni degli animali e delpodere. Ove mancano le sorgenti ed 1pozzi, è d’ uopo raccogliere almeno leacque pluviali in cisterne.
Parleremo in articoli separati dellestalle, degli ovili, delle scuderie e deglialtri edifizii che appartengono piuttostoal podere che al cortile propriamentedetto, come pure alla parola casa ruraliabbiamo parlalo dill'abilairinne del cofi "