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Tomo XX. [Supplimento.]
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Coutil.ti

Vatore e della disposizione e dell’ am-piezza che si convengono alle sue adia-cenze. La cascina ebbesi pure un articoloa parte e uno ne avranno altresì il pol-laio e l’allevamento del pollame, il por-cile, ec. limitandoci qui a considerarequeste parti del cortile nel loro insiemee nelle reciproche loro relazioni soltonto.Così, per esempio, diremo del pollaio chedev’essere più vicino che si possa all’abi-tazione di quella che il dee tenere in go-verno, e viceversa del porcile che, senon allontanarlo deesi almeno isolarlo dailocali ove dimorano gli altri animali eporlo vicino al luogo del bucato per po-tere spesso lavarlo con quelle acque sa-ponacee, falsa essendo la idea che i ma-iali amino starsi nelle sozzure ( V. ma-iale).

Gli edifizii componenti il cortile de-vono avere fra loro comunicazioni e re-lazioni che sarà facile determinare collapratica e coll’osservare ciò che più gio-va a ben tenerli. Le tettoie, per esem-pio, ove mettonsi al coperto le carrettee gli aratri devono essere a portata dellescuderie, ed i foraggi pel nutrimento diogni sorta di animali si hanno a porre neigranai che trovansi al di sopra dei lo-cali che li contengono. L’ ovile sarà po-sto nel luogo più asciutto, più sano edalla migliore esposizione. La cucina conun buon fornello per cuocere le radicieconomicamente, deve essere abbastan-za grande perchè possanvisi fagliare epreparare queste radici la sera, e perchè

si possano fare varie operazioni quando'I tempo cattivo non permette che lesi fac-ciano all aria aperta. Anche il luogo ove siconservano le patate, i legumi, i cavoli,le carote, le barbabietole ed altre radiciche devono servire di cibo agli animaline l verno, esige molte avvertenze. Deesvere un ingresso ampio a sufficienzaperchè un carro vi possa entrare carico.

Corto i p?Senza questo magazzino, di grandezza,proporzionata all’ estensione dello stabi-limento, e che può costruirsi a guisa dicantina sotto qualche altra parte dell’ e-difizio che interessi di tenere ben sanaed asciutta (V. casa), sarebbe non soloincomodo, ma spesso ancora impossibile,quando il freddo è rigido, di procurareai varii animali l’alimento salutare che oc-corre ; bisogna avvertire di non tenervia lungo i cavoli, che facilmente passanoalla fermentazione putrida, il che obbligaa gettarli. Bisogna altresì invigilare per-chè questo luogo sia tenuto al maggioregrado di mondezza e di freschezza, af-finchè le radici non vi contraggano ùncattivo odore, imperocché se i bestiami,i quali sono spesso molto delicati nellascelta del loro nutrimento, disgustatisi diun dato cibo, è assai raro il caso che tor-nino poi a mangiarne con piacere.

Se si possono mettere qua e là nelcortile alcuni alberi isolali di leggero fo-gliame, si vedrà il pollame farsi intornoal loro fusto per godere dell’ ombra nelcalore del giorno o per divorare le frut-ta che ne cadono. I pastori, i vaccai, icarrettieri e gli altri operai del poderesi alloggernnno sempre quanto più vici-ni è possibile alle parti attinenti al ser-vigio che verrà loro affidato. L’occhiodel padrone dovrà poi sorvegliare edanimare continuamente tutti quegli ele-menti di lavoro, di riproduzione e diagiatezza che trovansi riuniti in un luo-go, il quale desta interesse grandissimoin chi lo guarda da osservatore ragio-nato e filosofo, che vede nella vita del-l’agronomo mille e mille tratti merite-voli di ammirazione e di rispetto, e checonsidera in esso il manifattore dei ma-nifattori, quello cioè che forza colle suecure la terra a dare quelle materie pri-me senza delle quali l’uomo manchereb-be di vitto, di vestilo e di tetto, e la