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Tomo XX. [Supplimento.]
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Cotone

le riduceva in un rotolo uniforme e con-tinuato; in mulini da stirare e da alluci-gnulare, coi quali questi rotoli vengonoripetutamente raddoppiati e stirati fino atanto che le fibre siano poste in posizio-ne regolare e ridotte perfettamente pa-ralelle, e nel filatoio la più importantequalità del quale si è quella di obbliga-re il rotolo o lucignolo a passare fra dueo più paia di cilindri che girano con ve-locità differenti, col mezzo dei quali le fi-bre al momento stesso in cui si filano ven-gono condotte a quel grado di lunghezzache si desidera ; questi cilindri suppli-scono al delicato uffizio delle dita e delfuso ( V. filatura ). Si aggiunse poi aquesti il telaio meccanico, divenuto diuso generale verso Tanno 1816, còlquale il lavoro del tessitore si cangiò inuna semplice sopraintendenza di due atre telai, ciascuno dei quali produce da3 o a 40 giarde (o"',gi 44 ) di tela al gior-no (V. tessitore).

La più grande manifattura di cotoneche esista nel mondo è stabilita nel Lan-cashire e nei contorni delle vicine contee'li Yorkshire, Cheshire e Derbyshire . Si'gnora quando siansi colà stabilite, ma Ro-berts dice, che nel regno di Carlo I, Man-chester mandava filo di lino dall'Irlanda per ordito, e filo di cotone in Londra peitessuti, ricevendo la materia prima da Ci-pro e da Smirne . Sotto la regina Annas unportarono nell' Inghilterra circa untrilione di libbre di cotone «lai Levante.Pino al 1767 la filatura facevasi collarucca , ma in quell'anno Jacopo Ilargrea-Ve > vicino a Blachburn , inveulò unamacchina per assistere i suoi figli ( cheora vivono in abbietta povertà ) a filareotto fili j, er ciascuno. Lasciò vedere lasu a macchina che chiamò Spinning yeiiuy ,e così non solamente perdette il frutto1 0 la sua invenzione, ma poco dopo vi-,1 e h> sua casa distrutta da una frotta di

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altri filatori a mano. In seguito Arkwright migliorando la scoperta di Ilargreave (oforse assistito da Ilargreave stesso) ima-ginò il filatoio meccanico, il quale essen-do dapprincipio mosso da una ruotaidraulica chiamossi filatoio ad acqua.Consisteva in due paia di cilindri, il se-condo paio dei quali era mosso con unavelocità due o tre volte maggiore delprimo ; di maniera che le fibre stira-vansi proporzionatamente. Ilargreave in-ventò dappoi ed altre parti della mac-china, ma morì innanzi che se ne rea-lizzazzero i vantaggi, e la sua famigliacercò inutilmente di far valere i suoi di-ritti, e si vide rispinta e condannata asoffrire una miserabile esistenza, mentrele invenzioni di Ilargreave avevano pro-dotto dei milioni.Crompton applicò quin-di fòrze meccaniche ai filatoi in fino edagli allucignolatoi, e Cartvvright aggiun-se il telaio meccanico ed altre invenzio-ni. In questo frattempo Watt e Ilornblo-wer applicarono anche a questi lavorila forza quasi illimitata delle macchine avapore, e si fu questa aggiunta che ri-dusse le macchine per le manifatture delcotone alla odierna superiorità. Posciale invenzioni di Arkwright perfeziona-rono maggiormente quest’arte, come ab-biamo veduto agli articoli filatura emule-jenny, ed oggi l'industria del coto-ne è di somma importanza per l’Inghil-terra principalmente.

Per meglio conoscere i vantaggi immen-si apportati dall’uso delle macchine nel la-voro del cotone basterà fare un confrontofra il costo di esso con queste macchineo senza. Nell’ isola di Giava vendesi ilcotone in grana ad una certa misura clic[tesa circa 60 chilogrammi, ed in tale sta-to un quarto o quinto soltanto di que-sto peso è vero cotone. Quelli del paeseadoperano per separarlo dalla grana ro-toli grossolani di legno, eil occorre una