CoTTOIA
Coione (li Bengala. Ha una lanugi-ne fina, cortissima, di qualità regolare,il’una tinta giallastra. Ci c spedilo inuna tela di cortecce, in balle quadrilun-ghe, legate assai strette con una sola funepure di corteccia e che fa i 3 a 1 6 giri.
Ciascun paese però non produce e-sclusivamente una sola specie di cotone.Questa sostanza varia secondo moltis-sime circostanze ; primieramente secon-do la specie del vegetale che la pro-duce ; poscia secondo la natura del suo-lo, che non è giammai lo stesso in tut-to un paese, per quanto questo sia pic-colo ; per le influenze atmosferiche, lequali variano da un anno all’altro ; e fi-nalmente pel modo come si pratica lacoltivazione ed il raccolto, ciò che di-pende dalle cognizioni e dalle cure degliagricoltori e dei proprietarii dei terreni.
Deesi sempre accordare la preferenzaai cotoni a lanuggine lunga ; sceglierli diun bel bianco; ben cardali ed osservareche i filamenti non siano facili a spez-zarsi come avvertimmo di varie specie.
(A. Pappai»--Riccardo Phillips
■- PsABBAGE - A. BaUDRIMONT
—Decàndoli.e.)
COTORN1CE. Y. quaglia e pernice.
COTTA. Quella quantità di cose chesi cuoce in una sola volta ; così si diceuna cotta di calcina , di miniera d'allu-me o simili.
(Voc. della Crusca.)
Cotta. Usasi per cuocilura, e così di-cesi zucchero di due o tre cotte , ec.
(Alberti.)
Cotta. Quella sopravvesta di panno-lino bianco che portano gli ecclesiasticinelle Chiese. ' (Ai. berti.)
COTTICCIO. Ferro rimesso varievolte nel fuoco in guisa che non è piùfusibile. (Alberti.)
COTTOIA. Dicesi per cottura ( Y.Attesta parola ). (Alberti.)
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COTTOIO. Facile a cuocersi, e di-cesi per lo più dei legumi. (Alberti.)
COTTURA. L’atto di far cuòceròchecchessia. Questa operazione occorre inmoltissime arti, ed esige avvertenze par-ticolari a ciascuna dì quelle ; perciò ri-mettiamo di parlarne agli articoli ad essedestinati. Qui solo diremo generalmenteparlando che la coltura si pratica o me-diante 1’ applicazione diretta del fuoco(V. fornello, caldaia), o coll’ infrappo-sizione di qualche liquido (V. bagno-ma-ria), o coll’azione del vapore a bassa e adalta pressione ( Y. Riscaldamento deiliquidi col vapore e Zucchero ) o final-mente coll’aiuto del vuoto della ventila-zione o di altri simili mezzi (V. zucche-ro ), ricorrendosi all’ uno o all’altro diquesti metodi secondo i particolari biso-gni d’ ogni arte, e secondo le diligenzeche occorrono per le sostanze da cuo-cersi. (G.**M.)
Cottura del sale , dicono i molatorilo stagionamento del sale nelle caldaie.(V. salina). (Alberti.)
COTURNICE. Y. quaglia.
COUANA. Grumolo o gemma moltobuona a mangiarsi e che ha il saporedella Doccinola proveniente da una pal-ma della Guiana del genere avoira.
(Antonio Brucalassi.)
COUAK o COUAOUE. Preparazio-ne della radice del manioc, la quale con-siste nel seccare questa radice, nel grat-tugiarla, e nel torrefarla toglierle la umi-dità, dopo di che, dice Aublet, che puòconservarsi per lunghissimo tempo, ag-giungendo che egli ne conservava deipezzi preparati da quindici anni ohe nullaavevano sofferto. Una provvigione di iolibbre di couaque basta ad un viaggia-tore per i 5 giorni, e quando se ne vuoifar uso se ne stemperano per un pastudue once nell’acqua o nel brodo.
(Jussieq.)