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solo sì in qualità (li mezzo conservatoredella sostanze in esse adoperate per lequalità anti-putride che lo distinguono.
E noto comunemente, che molti pro-dotti della combustione secca, come ilfumo, l’acido piirolegnoso, ec., hanno ilpotere d’impedire e d’arrestare la pu-trefazione delle sostanze animali. Si sada un passo della Storia naturale di Pli-nio fPlin. Hist. Nat. IH}. XFI, cap. XI)che gli Egiziani traevano partito per laconservazione delle loro mummie dauna certa acqua conosciuta in Siria colnome di Cedrio , la quale ottenevasinella preparazione della pece: ora chinon vede essere dovute le proprietà diquell’ acqua e delle altre sunnominatesostanze al crcassoto ad esse commisto?Dietro ciò invece che far uso dei soliticomplicati metodi costosi e meno sicuriper la imbalsamazione dei cadaveri, riu-scirà preferibile adoprare invece la im-mersione di essi nell’acqua creassotata,potendo calcolarsi più che bastanti seioncie di creassoto per la conservazionedi un cadavere umano senza Bisogno diulteriori preparazioni.
Può servire inoltre l’acqua creassotataper la conservazione delle carni di variesorta ad uso economico, sostituendo l’im-mersione di queste in essa, alla lunga edincomoda affomicazione. (V. Affcmabe.)Le carni conservate in tal modo hannolo stesso sapore delle affumicate, ed ipesci assomigliano al baccalare ; con-viene però che non sia troppo satura lasoluzione in cui si immergono, altrimenti1’ odore ed il gusto potrebbe non pia-cere a taluno, benché facilmente possanoquesti correggersi coll’ aceto, colla lungaimmersion» nell’acqua o con diverse al-tre preparazioni. Sarebbe da farsi espe-rienza se il continuato uso di tali carnipotesse riuscire alla salute di nocumen-to, ed in tal caso, cercare i modi più
Ckf.assoto
opportuni per evitare qualunque tristaevenienza.
Facendo varie esperienze sul potereantiputrido del creassoto avemmo motivodi osservare che le carni una volta creas-sotate ancorché si lasciassero lungo tem-po nell’ acqua comune, non imputridi-scono mai, si sciolgono e si spappolanobensì col tempo, ma invece che pessimoodore, come il solito, ne tramandano unoche può dirsi piuttosto grato.
L’acqua creassotata impedisce pure laputrefazione di alcune sostanze vegeta-bili; le alghe specialmente-che con tantafacilità imputridiscono, conservansi ec-cellentemente coi loro colori, ciò chenon avviene adoperando l’alcool. Abbia-mo fatto l’esperienza con varie fucaceted ulvacee , fra le quali, per portare unesempio, posta in due vasi distinti, unodei quali conteneva acqua semplice e l’al-tro acqua creassotata piuttosto diluita,egual quantità di porphyria vulgaris.Agardh. ( Ulva atro-purpurea. Olivi, !avemmo ad osservare che il primo vasodopo due giorni manifestava lo scioglimen-to dell’alga contenuta con isviluppo delpigmento purpureo e di fetido odore, ilquale ebbe ad accrescersi sempre più. Nelsecondo vaso invece l’alga mantenevasiintatta e la soluzione creassotica vedova-si solo tinta del colore del vino di cipro .Dopo alquanti giorni cambiata 1’ a1g acreassotata di vaso e ripostala in altro contenente invece acqua semplice l’abbiamoveduta,ad onta di questo trasporto per p 111che tre mesi conservarsi senza la minimaalterazione di colorito, bella come se las-se appena estratta dal mare ; l’acqua stes-sa mantennesi limpida e colorita.
F. Moli iuiaginò di applicare questaproprietà del crcassoto alla preserva-zione del legname dall’ infracidimenlo,usandolo insieme colla enpionc. Abbia-mo veduto che per avere il creassi)*