Cheassoto
lo puro conviene trattarlo con acidi 4lavarlo con liscive alcaline e distillarloripetutamente ; ma non abbisogna di tut-te queste purificazioni per essere ap-plicabile all’ oggetto che si propone F.Moli. Se però la carta di girasole vi mo-stra la presenza di un acido, convienelavarlo con acqua di calce, a meno chenon si preferisca di mescere del carbo-nato di calce col catrame prima della di-stillazione. Il metodo seguito da Moliper la preservazione del legname è sem-plice, ma costoso, massime quando si vo-lesse applicarlo in grande. In una stanzaben chiusa dispongonsi i pezzi di legna-me in guisa che possano ricevere in ognidirezione i vapori di enpione e di creas-soto che vi si conducono con tubi o inqualsiasi altro modo-; densi la stanza adun’ alta temperatura sufficiente perchèi’cupione ed il creassoto possano rimaner-si allo stato di vapore, e si impedisce chequesto vapore possa acquistare una so-verchia pressione, lasciandogli una uscitain un condensatore mediante una valvu-!a. Prima di far agire le due sostanzeconservatrici si riscalda la stanza da 5a°a 58° cent., per rendere il legno più at-to a riceverle ne’ suoi pori. Si fa primaagite soltanto il vapore di enpione, poiquello del creassoto ; si può in appresso,per rendere 1’ operazione più completa,riempire la stanza di creassoto " ' '0 e
caldo in modo da coprirne tutto il le-gname. La durata della operazione va-na secondo ogni specie di legno, ma siavrà un dato quando si sappia che Moliin una esperienza fatta sopra una travedi buona quercia, lunga circa 9 piedi edi là pollici quadrati, la trovò in capoa sei ore impregnata di enpione fino alcentro, e che questa medesima trave as-sn ggeltata all'azione del vapore di creas-Sl, to ed al creassoto bollente, ne provògli effetti in due ore. In tal guisa posso-
Onr.tssoTO 3 òr»
no anche impregnarsi di copione e dicreassoto»! vasi e le navi già costruitifacendo arrivare il vapore di queste so-stanze nel loro interno.
Fecesi pure osservazione che una mi-nima quantità di creassoto impediva nel-l’acqua lo sviluppo degl’infusorii, ad ontache sianvi immerse sostanze organiche eche la stessa acqua conservavasi ne’ vasianche scoperti senza marcire, mentre al-tra non creassotata posta in pari circo-stanze non mancava di alterarsi in tempopiù o meno lungo. Da ciò sembra risul-tare che il creassoto potrebbe riuscireun preziosissimo mezzo per conservarel’acqua nei luòghi viaggi di mare tantopiù che la minima quantità di esso di-scioltavi non servirebbe che a darle ungrato sapore.
Approfittando della facoltà del creas-soto di sciogliersi nell’alcoole in tutte leproporzioni, trovossi molto utile per laconservazione di alcuni preparati anato-mici o d’altri esseri animali 1’ adoprarel’alcoole creassotato piuttostochè il sem-plice, ed anche la sola acqua creassotatao l’aceto creassotato, i (filali riescono me-glio dell’alcoole in alcuni casi per la con-servazione specialmente di alcuni animalimarini; cosi pure invece che servirsi dellapericolosa, e non sempre conveniente al-lo scopo, soluzione di sublimato corro-sivo, trovammo corrispondere molto me-glio l’acqua creassotata. Questa nel di-seccarsi conserva meglio il colore delpreparato, non altera la superficie di es-so, e può maneggiarsi senza pericolo al-cuno.
Applicammo pure il creassoto conmolto buon esito alla tassidermia, ed ine-stimabile pnò dirsi per essa 1’ acquistodi tale sostanza. Non avrà più a temered’ ora innanzi il tassidermista il depe-rimento di rare spoglie animali d’ ogniclasse, giacché una volla che siensi esse