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Tomo XX. [Supplimento.]
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Crisalide

pere, se meglio sia che una soprabbon-danza di vapore acqueo debba trovarsinell’ ambiente ove sono i bozzoli, ovve-ro se basti il solo vapore prodotto dallosvaporamento delle crisalidi, operato dalcalore ; cioè se abbia a preferirsi la stufache dicesi comunemente umida , o quel-la che dicesi secca. Parteggiavamo perla seconda : oggi però dobbiamo mu-tar parere, che nulla vergogna aver dee1' uomo di cangiarlo quando il richieggail progresso dell’oggetto o la fallacia delproprio sentire. Andremo qui favellan-do di una stufa che alla classe delle ti-mide s’appartiene, e che chiamiamo nuo-va, perchè è tale nel complesso delleparti, le quali ricavammo dai metodi danoi esaminati nel regno nostro e nelPiemonte, cioè in quella parte d’Italia che in questa sorte di manifattura siedea maestra.

Mentre Durando e Santorini indica-vano quelle stufe, che forse anche inoggi trovansi più universalmente usitate,l’Accademia di Nimes propose nel 1809di sospendere un vaso pieno di bozzolinel mezzo al vapore dell’acqua bollente,compresso ad un certo grado in oppor-tuni recipienti ; e Fontana invece, piùeconomicamente, fece girare intorno alvaso acqua bollente. E queste ultimeproposizioni, abbenchè si ritengano leungliori, pure nella applicazione trova-rono molli ostacoli, per cui i - modernicostruttori di stufe si attengono tutti allenorme segnate dai primi.

Per farsi una idea del nostro apparato"noginisi un gran cilindro cavo, del dia-metro che più piace, e di altezza quasiP ai '< a quello o poco meno. Sia essoeretto sopra un piano orizzontale, e un* a ' tro piano orizzontalmente costrutto gli*erva di tetto o coperta. Il cilindro avrànello spessore delle sue pareti due con-'

u,l *> > quali partendo in basso da dueSil PPl- Oh. Tecn. T. FI.

Crisalide aGÓ

punti laterali, gireranno poscia attornole pareti e metteranno fine in un con-dotto comune, che chiameremo cammi-no , per mezzo del quale comunichinocoll’ esterno . Questi condotti sarannoperò vicinissimi al cavo interno del ci-lindro, ed anzi non saranno da esso di-visi che da un semplice mattone sottilis-simo.

Avrà questo cilindro un’ apertura aldinanzi, la quale servirà ad introdurre otogliere dal cavo interno i recipienti checontengono i bozzoli, e che comune-mente dicesi porta. Alla parte opposta,o corrispondente al basso del cilindro sifarà un’ altra apertura munita di un im-buto e di un condotto che si prolunghe-rà nell’ interno dirigendosi al basso inuna scanalatura che si praticherà al-l’intorno del piano inferiore. L’imbutoavrà superiormente una pesantissimavalvula o turacciolo a vite. Nello spesso-re della parete vi avrà pure un’altra pic-cola apertura entro alla quale si farà scor-rere un cassettino che con una sua estre-mità ( nella quale si mettono pochi boz-zoli ) va entro la stufa, e così serre diguida a conoscere lo stato delle crisalidi.Superiormente a questa apertura si po-ne il termometro che penetra pure conuna estremità nel cilindro, mentre checon l’altra si dirizza lungo l’esterna pa-rete, e mostra i gradi di calore esistentiper entro al cilindro.

Il piano inferiore tiene nella sua gros-sezza due canali, che partendo da un pun-to, verso il mezzo della porta, divergo-no fra loro e dirigonsi verso 1’ oppostaestremità che corrisponde alla pareteposteriore del cilindro. Quivi giunti sicurvano 1’ uno a destra e 1’ altro a sini-stra drizzandosi sempre a contatto delpiano, verso i lati della porta e precisa-mente fino a dove corrispondono le pare-ti verticali del cilindro, ossia dove hanno34