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Tomo XX. [Supplimento.]
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364 Crisalide

stecche di balena artifiziali come altrovedicemmo (V. balena), sia unendovi delleraschiature di corno o di tartaruga eobbligando poi il tutto ad unirsi me-diante stampi o cilindri di metallo riscal-dati, sia aggiugnendovi un tal glutineche li leghi solidamente. Fannosi inoltrecol crine lenze da pescare, lacci per lacaccia ed altri varii oggetti di minore im-portanza.

(Giuseppe de Volpi—A. PaybnMarcel de Serres—

Crine o crino. Dicesi nel commerciopiù particolarmente il crine crespo dacui parlammo neirarticolo precedente. ■(Alberti.)

CRINIERA. I crini del collo del ca-cavallo ( V. crine ). (Alberti.)

CRINO. V. CRINE.

CRIOFORO. Strumento imaginatoda Wollaston per fare il ghiaccio nelvuoto. È formato d’un tubo curvo a gui-sa di sifone con due palle alle cime permetà piene d’acqua, e vuotato d’aria nelresto della sua capacità coll’ ebollizioneo con qualsiasi altro mezzo analogo aquelli che si adoperano per la costruzio-ne del martello fisico ( V. questa paro-la ). Se si fa passare tutta l’acqua in unadelle palle, e iinmergesi l’altra in un mi-scuglio refrigerante, il vapore che questaconteneva,condensandosi, obbliga l’acquadell’ altra palla a produrne di nuovo, eil raffreddamento che produce questaevaporizzazione è sì grande che ben pre-sto tutta 1’ acqua che contiene 1’ istru-mento riducesi in ghiaccio. (G.**M.)

CRITTOGRAFI A. L’arte di scriverein cifra. (Alberti.)

CRISALIDE. Quello stato in cui tro-vasi il baco da seta o altro bruco chiu-so in un bozzolo o in qualche filo di se-ta, o avvolto in alcune foglie o anchemolato d’ ogni cosa prima di tramutarsiin lai (alla.

Crisalide

A quelli che dedicalo le loro eure al- 1l’allevamento dei filugelli ed alla trattu-ra della seta che essi producono som*inamente interessa impedire che avven-ga siffatta trasformazione, e dei mezzi atal fine impiegati, daremo qui conto ri-serbandoci di rimandare a questo luogoallora quando ne occorresse ricordarequeste notizie agli •articoli filugello, se-ta, trattura.

Le vicissitudini atmosferiche perònon sempre essendo a tale operazionefavorevoli, e i bozzoli colorati perdendotroppo di colore e di lucentezza, fu forzache l’umano ingegno trovasse modo disostituire un calore artifiziale. Facilissi-ma si presentò a primo aspetto la cosa,ma altrettanto fu difficile di trovare unmezzo che compisse perfettamente i de-si derii d’ ogni trattore, e sebbene il ca-lore venisse in mille guise applicato col-l'avvicendarsi dei tempi, pure tutti ripe-tono che molto rimane a farsi tuttorae sempre si declama contro la imperfe-zione degli usi comuni.

I mezzi diversi fino ad ora suggerii 1per usar del calore riduconsi ai forni edalle stufe ; ossia a quei luoghi entro 1quali si accende il fuoco e poscia vi !lpongono dentro i bozzoli, ed a quellnei quali si accende il fuoco presso 1 e-sterna parete, o vi si introduce entro ariariscaldata. La superiorità venne unani-mamente accordata ai secondi, e perchepuossi continuare a riscaldare l’ambientesenza estrarne i bozzoli, e perchè più fa -editano l’operazione e la rendono piu* 1 'cura. Nel convenire però tutti sull usodelle stufe, una grande ed importantequistione viene agitata dai trattori, sull*quale ci pare che a lungo dovrà ancoraprotrarsi la decisione, dappoiché noo ,sappiamo esservi chi faccia esperirne® 11di confronto, o almeno ne faccia noterisultanze. La quistione consiste nel sJ