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Tomo XX. [Supplimento.]
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fumo che guardano l’interno della stufadovranno essere sottili e privi dei sud-detti avanzi, affinchè il calore più facil-mente si disperda. Alcuni vorrebberosostituire, a questi ultimi, lamine di fer-ro o meglio di ghisa, ed anzi di ferro odi ghisa vorrebbero tutti i condotti ; mai bozzoli ne soffrono molti svantaggi perla irradiazione troppo diretta del calori-co su di essi. La superficie superioredel cammino che serve di base alla por-ta, vorremmo che fosse di pietre cotteassai spesse, «oppure si potrebbe combi-nare di mettere fra esse uno strato dicarbone ben pesto, acciò meno che fossepossibile desse passaggio al calorico.

L’intonaco interno dovrà ommettersi,perché o si oppone all’assorbimento del-la umidità, il che come vedremo sarebbecosa dannosa, o mette un ostacolo allapronta trasmissione del calorico nell’ in-terno del cilindro. Lungi sia quindi an-che il cemento che ultimamente aveva-mo proposto dietro altre viste, scriven-do al marchese Belmonte Cima di Rimini,il quale ci chiese conto della stufa di cuiparliamo e del quale l’Eco di Milano fecemenzione; e questo sia un altro ravve-dimento che ci facciamo un dovere diconfessare oggidì. L’esterno della stufapotrà pure adattarsi come meglio con-venga, non avendo in vista che di impe-dire per quanto è possibile 1’ esterna di-spersione di calorico : e quindi vorrem-mo che la stufa si trovasse fra muri assaispessi, ciò che è facile ad ottenersi nellapiù parte dei casi.

Ea porta sarà di una grossezza conve-niente, e bene connessa acciò nel chiu-dersi non vi restino fenditure. All'intornoengerassi con cimosse, per evitare queiIoidi intonachi di argilla che comunemen-te si usano con molto incomodo e imbrat-tamento di tutto 1 ’ intorno. Nella partesuperiore di questa porta si praticherà

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un piccolo foro munito di porticina, ilquale non ad altro servir deve che alpassaggio dei vapori in que’ momenti cheadditeremo quanto prima.

Nè ci faremo a dire quanto importiche le porlicelle del fornello possano piùo meno aprirsi secondo il bisogno, o siasecondo che devesi ottenere un fuocomaggiore o minore e secondo le circostan-ze atmosferiche, le quali obbligano quegliche attende al fuoco a dar passaggio pelfornello ad una corrente d’aria maggioreo minore per avere lo stesso grado diaccensione, perchè cose son queste, seb-bene sempre trascurate, a tutti però cer-tamente notissime. Così una porticelladeve trovarsi nella parte supcriore onell’interno del cammino, capace di da-re più o meno uscita all’aria ed al fumo,e quindi munita di una catenella fornitadi un manico perchè si possa agevol-mente alzare od abbassare.

Ed ora venendo al modo di usare diquesto apparato , e lasciato da partequanto è già noto e si pratica, innanzitutto faremo osservare che l’umidità on-de si spoglia la crisalide, assoggettataall’azione del calore, è un umore giallo-gnolo, acre di assai, e quindi è desso laprima cagione per cui si altera e si sco-lora il tessuto giallo del bozzolo, e si al-tera e si appanna il tessuto candido deibozzoli bianchi. Mentre quindi importe-rebbe che questo vapore acqueo parti-colare venisse esportato mano a manoche formasi, è pure utilissimo che unacerta umidità circoli nell’ambiente, per-chè di troppo non si essicchi il tessutodel bozzolo, e così ne avvenga un altrodifetto che rende difficile 1’ ordinatoe progressivo svolgimento della bava.Egli è anche a quest’uopo che abbiamocreduto opportuno di costruire un forodietro la stufa, ed un altro nella partesuperiore della poita, a fine di aprigli per