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Tomo XX. [Supplimento.]
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CrISTÌI.I.IZZAZIONE

]a loro trasparenza e diminuiscono didensità. Alcuni provano questo effettosoltanto col rimanersi esposti all’ aria esubiscono gli anzidetti cangiamenti ; inquesto caso dicesi che cadono in efflo-rescenza. Se essi combinansi coll 1 acquaed assorbono l’umidità diconsi in alloradeliquescenti. Alcuni sali contengono unasì grande quantità di acqua di cristalliz-zazione che esponendoli ad un modera-to calore provano una semi-fusione chesi chiama fusione acquea.

L’acqua che ha disciolto un sale a se-gno di saturarsene può ancora riceverenotabile proporzione di un secondo, edanche di un terzo ;così, per esempio, l’a-cqua marina contiene diversi composti sa-lini ben noti. In tali casi siccome i salihanno diversi gradi di solubilità, così si 1possono spesso ottenere separati con 1graduata evaporazione dell’acqua, il me-|ino solubile essendo il primo a separarsi.!L’acqua del mare evaporata ad un certogrado depone del sai comune; evapo-;rata di più depone del sale di Glauber,jcd il liquido rimanente tiene disciolto unsale di magnesia.

Ogni sostanza nel cristallizzarsi è di-sposta ad assumere una certa forma re-golare ; per esempio, il sale marino pren-de la forma cubica ; il. nitro quella d’unprisma ; il carbonato di calce si trovacristallizzato in romboidi che formano'ma classe particolare di prismi e di pi-ramidi : ed il granilo in dodecaedri re-golari. Nella mineralogia la forma deicristalli serve a determinare la specie cuiessi appartengono. Lo stesso è pureper le preparazioni farmaceutiche la cuiforma' cristallina è una prova sicura del-la natura del corpo cristallizzato.

Si Può supporre che le particelle deifi01 pi siano di una certa figura regolare^he varia per ciascuno di essi e che nel-

unirsi sieno disposte ad avvicinarsi

CbISTAI.I.TZZAZIONEpiuttosto con certi lati che con certi al-tri, e probabilmente con quelli che per-mettono un più esteso contatto; quindiè che ogni sostanza produce una massadi struttura e figura regolari ed Uniformi.

Le varie figure dei cristalli possonoridursi ad altre più semplici ; così, peresempio, il prisma equilatero esagono e ladoppia piramide esagona dello spato cal-careo o del carbonato di calce, possonoridursi, con successive sezioni paralellealle commettiture naturali dei loro cri-stalli, alla romboide. La figura ottenutain tal guisa colla divisione meccanica, eche si è supposta costituire il nucleo delcristallo vien detta la forma primitiva.Secondi) Ilaùy, il numero delle formeoriginali così ottenute riducesi a sei, esono: i.° il tetraedro regolare; a.° il pa-ralellopipedo, che contiene il cubo, laromboide, e tutti quei solidi che hannosei facce paralelle a due a due ; 3.° l’ot-taedro, le superficie del quale sono trian-golari e secondo la loro specie equilate-ri, isosceli o scaleni ; 4-° >1 prisma esa-gono ; 5.° il dodecaedro a facce rom-boidali ; 6 ° il dodecaedro a facce trian-golari.

La forma secondaria dei cristalli, cioèquella sotto cui ce li presenta la natura,deriva dalla forma loro primitiva. Leprime particelle che si uniscono produ-cono la forma primitiva e l’applicazionesuccessiva di varii strati di particelle pa-rafili alle loro facce, danno origine allaforma secondaria ; questi secondi stratisi chiamano lamine di sovrapposizione.La modificazione di figura è la conse-guenza della mancanza di uno, due o piùstrali delle particelle sui piani o sugliangoli di queste lamine, dalle quali sivenne a formare una serie decrescentedi particelle. Supponendo, per esempio,che sopra un lato di un cubo siansi suc-cessivamente disposti degli strati di par-*