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Tomo XX. [Supplimento.]
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= 74 Cristallizzazione

forma regolare è la sola proprietà che ca-ratterizzi un cristallo.

La cristallizzazione può effettuarsi ogniqualvolta una soluzione essendo espostaall’aria e vaporinsi le parti acquose di essa,mentrechè la pressione atmosferica ob-bliga gli atomi della sostanza disciolla adaggregarsi insieme in quel modo che alleloro forme si addice. Questo effetto ècoadiuvato altresì dalla luce a grado chela stessa sostanza posta in una bocciatrasparente da un lato e dalfaliro no, puòcristallizzarsi interamente nella parte e-sposta alla luce e non già in quella piùoscura. Quando un solido è discioltonell’acqua uniformemente e questa si faevaporare con lentezza le particelle delsolido si rìavvicinano, e finalmente si or-dinano in forma di cristalli di figura sta-bilita, che dipende evidentemente dallafigura degli atomi e dalla pressione at-mosferica. Alcuni vapori danno, con-densandosi, dei cristalli ; altri corpi sicristallizzano mediante la loro dissolu-zione per alcuni agitata per altri lasciatain riposo. Si accelera la cristallizzazionecolla presenza di qualsiasi corpo solidonella soluzione vedendolosi ben tostocoprirsi di cristalli. Se un liquido si ver-sa sopra un solido il movimento è tal-volta bastante a vincere la coesione delsolido le cui particelle rimanendo quindidisgiunte combinansi a quelle del liqui-do. Questo effetto produce quella chimi-ca operazione cui dicesi soluzione- Spes-se volte producesi Io stesso effetto per1’ azione d’ un corpo aeriforme. Cessatequeste forze la coesione riprende la suaforza, ma con risultamenti diversi secon-do le circostanze. Allorquando 1’ aggre-gazione si fa repentinamente le parti-celle, si riuniscono disordinatamente esenza seguire nessuna legge determi-nata. Ma se la forza di coesione ripro-ducasi lentamente, allora le particelle si]

Cristallizzazione

uniscono ordinatamente in guisa da for-mare masse di struttura e figura regola-ri, terminate da superficie piane incli-nate ad angoli determinati. Questa ope-razione è quella cui si dà il nome di cri-siali,zzazione.

Abbiamo un esempio di questo effet-to nel ghiaccio il quale, quando si fa raf-freddare l'acqua con sufficiente lentezza,si foggia in cristalli lunghi e sottili. Isali disciolti nell" acqua e che riduconsiin cristalli separati quando si fa evapo-rare una parte del liquido o si diminui-sce la sua forza dissolvente abbassando-ne la temperatura, sono un esempio dicristallizzazione prodotta dalla affinità.In tutti questi casi se la operazione si falentamente in maniera che le particellepossano aggregarsi con quelle fra le lorofacce che più sono disposte ad unirsi siformano dei cristalli ; in generale sonoquesti tanto più grandi, più trasparenti,e di forma più regolare quanto più len-tamente si è fatta la loro cristallizzazio-ne. L’accesso dell’aria e della luce eser-citano una grande influenza sulla cristal-lizzazione di certi sali.

Talvolta la cristallizzazione producaun aumento di volume, come vediamoaccadere del ghiaccio, di alcuni metalli «di varii sali ; altre volte all’opposto il vo-lume della sostanza cristallizzata è mino-re di quello che essa aveva allo stato li'quido. Queste differenze dipendono evi-dentemente dal modo come si unisconole particelle.

I cristalli formati da una soluzioneacquosa ritengono generalmente combi-nata una porzione di acqua, e ciò av-viene non solamente riguardo ai sali for-mati dal chimico o prodotti nelle arti,ma ben anche in quasi tutti quelli cheIrovansi in istato naturale. Quest’ acquedicesi la loro acqua di cristallizzaiione.Privandoli di questa i cristalli perdono