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Tomo XX. [Supplimento.]
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trasporterebbero in tal modo in Europa grandi quantità di cromato di soda, icui usi sarebbero eguali a quelli del cro-mato di potassa.

Cromato di stagno. È una polvereinsolubile d 1 un bel color giallo citrino.

(Berzelio—Dumàs —II. Gaultier de

Cl.AITBKY-VUAFI.IRT-GIOVANNI POZZI

—Lassaigne—Tassaert.)

CROMO. Il cromo nello stato di pu-rezza non ha finora veruna importanzaper l’industria, poiché a grande stentosoltanto se ne possono ottenere pic-cole quantità nei lab'oratorii di chimi-ca. Ita cosa è però ben diversa per mol-te combinazioni di esso le quali merita-no la nostra attenzione. Il cromo formacoll’ossigeno tre combinazioni, due ossi-di ed un acido, del primo abbiamo par-lato a suo luogo (V. acido cromico ), edall’articolo cromati abbiamo consideratii sali che esso produce colle varie basi,e indicato il modo di prepararli e le loroproprietà utili alle arti o suscettibili didivenirlo. Qui parleremo adunque sol-tanto brevemente del cromo puro e deisuoi ossidi.

Il cromo è stato scoperto nel 1797 daYauquelin nel cromato di piombo natu-rale, noto allora sotto il nome di piomborosso di Siberia . Questo metallo vennericonosciuto più tardi in un minerale deldipartimento del Varo. Siccome era mol-to abbondante, così divenne facile ditrarne partito pei bisogni delle arti. Nèfu trovato in seguito in America , d’ondeproviene quello che si adopera attual-mente, essendo quasi esaurita la minie-ra del Varo.

Il cromo è un metallo capace di for-mare molte combinazioni colorite. Learti si sono impossessate di alcune diesse é ne cavano buon partito. Il cro-mato di piombo fornisce de’ bei gialli perla pittura e per le tele stampate. L’os-

Cromo

sido di cromo produce de’ bei verdisulle stoviglie.

Questo metallo rassomiglia molto a!manganese. Il suo colore è analogo aquello del platino ; segna il vetro e sem-bra atto a ricevere un bel pulimento.Non si è potuto fonderlo in bottone;ma soltanto si ottenne in massa spugnosa,la cui superficie non sembrava indicarealcun principio di fusione, quantunque siavesse adoperata una fucina in cui sipoteva fondere una libbra di ferro dol-cissimo in quindici minuti, e si fosse fattoper due ore un buon fuoco. La densitàdel cromo è eguale a 5 ,90. Quando èpuro non è magnetico come credevasi.

All’ aria ed alla temperatura comune,non si ossida; ma arroventato assorbel’ossigeno e passa allo stato di protossido,però alla superficie soltanto. Gli acidi 1più potenti anche concentrati e bollenti,come l’acido nitrico, l’acqua regia e l’a-cido solforico lo intaccano difficilmente.

Per via secca gli alcali lo intaccano alcontrario con molta facilità sotto l’in-fluenza dell’ossigeno. Si fa uso d’ ordi-

nario dei carbonati o meglio dèi nitrati.I clorali alcalini lo intaccano pure be-nissimo. Passa allo stato di acido e dàlei cromati assorbendo l’ossigeno dell a-ria o quelli degli acidi che fanno partedei sali adoperati.

È difficilissimo di ottenere questó me-tallo puro. Quando si riscalda 1 ’ ossidodi cromo fortemente compresso in uncrogiuolo brascato, non si forma che unaleggera pellicola di cromo, al punto dicontatto dell’ ossido e del carbone. Peridurre l’ossido è dunque indispensabiledi mescolarvi del carbone. La propor-zione conveniente è di dieci od undicidi carbone per 100 d’ ossido. Non si ot-tiene così che un miscuglio di carbonee di metallo o del carburo di cromo.

Il cromo sr trova allo stato d’ ossido

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