Cromo
isolato nello smeraldo, nel diallagio, nelserpentino. Conosconsi in natura duespecie di ferro cromato, del piombo cro-mato, un cromato doppio di rame e dipiombo ed un cromato doppio di ma-gnesia e di allumina. Si pretende che sitrovi del cromo nel ferro meteorico, neiminerali di ferro in massa e qualche vol-ta anche in quelli in grani.
Questo metallo si riconosce bene alcannello pel colore verde che comunicaal flusso ; ma siccome il miscuglio di al-tre sostanze può alterare il bel coloredi questi vetri, così è più sicuro di trat-tare la sostanza cogli alcali al cannellood in un crogiuolo. La sostanza proiet-tata nell’acqua darà una soluzione dicolor giallo intenso. Questo è un cro-mato alcalino facile a riconoscersi.
Protossido di cromo. E di un belcolor verde, tanto più carico quanto pilielevata è stata la temperatura durante lasua preparazione ; qualche volta tendeall’azzurrognolo. Assai difficile a fonder-si, è pure difficilissimo a ridursi. Com-binato coll’ acqua allo stata di idrato, èverde grigiastro. Si ottiene in questo sta-to decomponendo i sali che forma colmezzo dell’ammoniaca. Il protossido cal-cinato è quasi inattaccabile dagli acidi ;aia l’ossido idrato si discioglie negli acidii pii?deboli; l’anidro non si disciogjienemmeno negli alcali; ma l’idrato vi sidiscioglie bene; l’idrogeno non lo ri-duce; il carbonio soltanto ad una tempe-ratura molto elevata; lo zolfo non haanone su di lui, ma i vapori del solfurodi carbonio lo fanno passare allo statodi solforo.
Eli alcali pèr via umida disciolgonol, n poco di idrato. La combinazione èpoco permanente ; si distrugge al calo-re della ebollizione e l’idrato si deponedi nuovo. A calor rovente, gli alcali edI loro sali lo trasformano per via secca
Cromo ag§
in acido cromico e formano dei cromati.
I sali determinano la soprossidazione perla decomposizione del loro acido ; coglialcali soli essa è dovuta al contatto del-l’aria. Le terre alcaline producono lostesso effetto.
Riscaldato coi silicati e coi borati,l’ossido si discioglie e si colora in verdesmeraldo. Assai spesso rimane dissemi-nato nei silicati senza disciogliersi. Que-sto è ciò che accade quando viene ap-plicato sulla porcellana, anche su quellache è colta a gran fuoco. Laonde i trattifatti sulla porcellana col protossido di cro-mo restano purissimi, ciò che permettedi servirsene in una maniera che non riu-scirebbe adoperando l’ossido di cobalto.Per disciogliere questo protossido, biso-gna adoperare un vetro fusibilissimo, co-me lo strass, od un vetro qualunque abase di piombo ; il borrace lo disciogliebenissimo. Al dardo esterno il colore di-viene rosso debole e quasi scompare ; aldardo interno, ricompare il color ver-de. L’ ossido di cromo si discioglie be-nissimo nei sali di fosforo dando un belverde. La soda, alla fiamma esterna, dàun color rosso, che è dovuto al croma-to che si forma ; ma al dardo internol’acido si riduce ed il colore è verde.
Quando si arroventa il protossido dicromo, entra ad un tratto in ignizionesenza soffrire alterazione chimica ; madiviene insolubile negli acidi. Per ren-dergli la sua solubilità,bisogna riscaldar-lo coll’acido solforico concentrato.
Molti sono i melodi che si possono se-guire per preparare il protossido di cro-mo allorché Io si voglia avere insolubilenegli acidi e li accenneremo fra poco. Sesi vuole ottenerlo solubile è d’uopo pro-curarsi un sale solubile di quest’ ossido.Due mezzi servono a ciò perfettamente:il primo consiste nel far bollire del cro-mato di potassa con acido idroclorico, il