Band 
Tomo XX. [Supplimento.]
Seite
296
JPEG-Download
 

ago Cromo Cromo

quale si va successivamente aggiungen- nato rii potassa, e con un peso pari ado fino a che non si svolga più cloro e! una volta e mezza il suo di sale animo-che il liquore dia un precipitato verdejniaco, e facendo arroventare il miscu-

azzurrastro senza miscuglio di bruno :tosto che scorgesi questo colore è in-dizio che vi è imito del perossido ; ilsecondo mezzo consiste nel far attra-versare una soluzione dello stesso saleda un eccesso d’ acido solforoso •, il li-quore dee avere gli stessi caratteri delprecedente : precipitaci 1' uno e 1’ altrocon un leggero eccesso di ammoniaca,lavasi diligentemente, poi si lascia l’ossi-do seccarsi all’aria od al leggero calored’una stufa. In tale stato 1’ ossido ha laforma d’una massa friabile d’una tintaverde azzurrastra.

La calcinazione del cromato di mer-curio, e lutti gli altri metodi che seguo-no, danno l’ossido di cromo insolubile.

Calcinasi al calor rovente del croma-to di mercurio in una storta di terra alcollo della quale adattasi un tubo allun-gatore ed un sacchetlino di tela tuffatoin un poco di acqua: l’ossigeno dell’aci-do cromico e quello dell’ossido di mer-curio, si svolgono sotto forma di gas ; ilmercurio distillasi e rimane entro allastorta dell’ ossido di cromo di una bellatinta. Onesto metodo che era il solo chesi conoscesse per molto tempo, dà unossido che viene a costare troppo caro,perchè se lo possa adoperare nelle arti.

Mescendo una parte di cromato di po-tassa o di soda con metà del suo pesodi zolfo, e riscaldando alquanto il •mi-scuglio entro crogiuoli di terra fino ache si fonda, si ottiene una materia checolata e trottata coll’acqua, lascia per re-siduo un bel ossido di cromo : il liquo-re contiene del solfuro di potassio.

Si può ancora ottenere quest’ ossidomescendo parti uguali di cromato di po-tassa e di cromato d’ammoniaca, o delbicromato con un peso uguale di carbo-

glio in un crogiuolo: il residuo bollitocoll'acqua dà dell’ossido ili cromo di unabella tinta.

Arroventando del cromato di piomboin un crogiuolo bvascato e lutato, tro-vasi all’aprile di questo, una massa for-mata di piombo metallico al dissopra delquale vi è 1’ ossido d’un color verde piùchiaro di quello ottenuto cogli altri me-todi. Se lo separa meccanicamente dalbottone di piombo, e se rimane un po-co di metallo o di carbone stemperasi lamassa nell’acqua, e se la lascia deporredopo averla agitata; il carbone separasialla superficie ; poscia agitasi nuovo, ementre che 1’ ossido è in sospensione,decantasi rapidamente per levarlo : ri-cominciando più volte si giugne a sepa-rare così tutto il piombo.

Il cromato di potassa riscaldato in uncrogiuolo brascato, si ridurrebbe ope-rando sopra un piccola quantità. Quan-do si opera in grande, bisogna mescerlocon una quantità conveniente di carbo-ne. Se dopo di aver lavato 1’ ossido ri-mane un eccesso di carbone, si arrosti-sce per abbruciarlo. Si levano via in sf-guito le ceneri che rimangono miste col-l’ossido così preparato, con una lavaturafatta coll’acido idroclorico debole.

Il bicromato di potassa riscaldato abianchezza, per un tempo sufficiente,passa allo stato di cromato ; l’eccesso diacido si tVasforma in protossido che siottien-e sotto forma di pagliette. Questomezzo dà il più bell’ ossido.

Calcinando fortements l’ossido di cro-mo all'aria per lungo tempo esso acqui-sta qualche volta una tinta bruna dovu-ta alla formazione di una quantità piu omeno grande di perossido. Questo effet-to dee aversi presente, poiché potrebbe

\