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Tomo XX. [Supplimento.]
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si usarono e loro assai superiori rii qua-lità. Vasto campo pei cerretani rii farebottino sulla inscienza e credulità dellegenti. Noi già indicammo nel Dizionarioalcune delle sostanze adoperate più gene-ralmente per intonacare i cuoietti ediem-rao alcune avvertenze sul modo di ado-perarle per dare il filo ai rasoi. Daremoqui alcune altre composizioni ed alcunemaniere di fare e disporre i cuoietti.

Per dare ai rasoi un filo migliore diquello che si ottiene sulla cote o colbrunitoio troviamo suggerita una polve-re composta di limatura d’ acciaio fuso,sciolta nell’acqua forte, arroventata in uncrogiuolo e macinata per ridurla in pol-vere. Prendesi un pezzo di cuoio ordi-nario, se lo mette ad inzuppare nell’ a-cqua tiepida e vi si sparge sopra la pol-vere anzidetta senza verno miscuglio diolio nè di grasso.

Merimée dice aver trovato che nessu-na sostanza produce un effetto sì buonoquanto un tritossido di ferro cristalliz-zato che i mineralogisti chiamano ferrooìigisio speculare e che si prepara co-me segue.

Prendonsi parti uguali di solfato diferro e di idroclorato di soda ; macinansileggermente insieme per mescolarle e sene riempie un crogiuolo che si fa arro-ventare, nella quale operazione, si svol-gono molti vapori e la materia somigliaad un metallo in fusione. Allorché nonsollevansi più vapori si ritrae il crogiuo-lo e lasciasi raffreddare. Ritrovasi allorauna materia salina d’un bruno violastrocoperto di pagliette brillantissime e af-fatto simili al ferro speculare. Questamassa sciogliesi interamente nell’ acqua,se la lava per levarne i sali e separarneuna porzione più o meno grande d’ossi-do non cristallizzato il quale a cagionedella sua maggior leggerezza rimane so-speso nell’acqua, mentrechè le pagliette

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micacee sono le prime a cadere al ton-do. Queste ultime soltanto adoperansipei rasoi, 1’ altra porzione dà un eccel-lente rosso da pulire. Non occorre nèun fuoco troppo violento, nè troppocontinuato, imperocché allora la polvereriesce nera, estremamente dura e nondà un buon effetto ; essa è tanto miglio-re quanto più si avvicina al colore dellaVenturina violetta. Questa polvere nondee mescersi con alcuna grascia, stende-si dapprima un leggero strato di grasciasul cuoio ; poi vi si sparge sopra la poi- !vere facendovela aderire da per tutto 1ugualmente strofinandola colle dita.

Finalmente venne pure suggerita peicuoietti la composizione seguente. Pren-desi della grascia di maiale e se la mescecol doppio del suo peso d’ olio d’ ulivafino; aggiugnesi dell’oricello che si fabollire coll’ anzidetto miscuglio ponen-done tale quantità da ottenere una tintarosea ; si forma poscia una pasta liquidamediante conchiglie ridotte in pasta fi-nissima ; finalmente si dà un grato odoreal tutto con un poca di essenza di ber-gamotto. Mescesi bene ogni cosa e la-sciasi per un quarto d’ora al fuoco.

Spesse volte i cuoietti che trovatisinel commercio anziché d’ una coreggiadi cuoio sono semplicemente formati distrisce di cartone, preparate con sostan-ze analoghe a quelle adoperate pel cuoio.Mettonsi, per esempio, sopra una stessaassicella, da una parte un cartone nellacui pasta siasi posto dello smeriglio e dal-l’altra un altro cartone della cui compo-sizione fa parte del rosso da pulire. Qn®'sti cartoni prima d’incollarsi sopra 1 as-sicella tuffansi nel sevo fuso, passatisi pellaminatoio, poi si drizzano in maniera ,che presentino una superficie ben piana.

Oltre al variarsi le composizioni e gl'intonachi dei cuoietti modificaronsi po'anco le loro disposizioni, a fine di p' 0 "