Band 
Tomo XX. [Supplimento.]
Seite
327
JPEG-Download
 

CuOIETTO

durre un effetto migliore o ili supplireall’ inesperienza di quello che dee ser-virsene.

A questo ultimo effetto, può, per esem-pio, giovare, il disporre 1’ assicella cheporta il cuoietto inclinata o sopra duepernii a quella guisa che suggerimmo al-l’articolo affilatoio di questo Suppli-mento per le pietre da affilare.

Heim per serbare ai rasoi la finezzadel loro taglio, ed anche per aumen-tarla ed evitare per quanto è possibileil bisogno di passarli sulla pietra e sul-la ruota, fissò un cuoio grasso stropic-ciato con ardesia in polvere sopra unalama di legno sottile e flessibile, la quale,mediante una vite si curva ed acquistauna forma convessa che rendesi quantopiù si vuole somigliante a quella della ro-ta che ha incavato la lamina del rasoio.Passasi la lamina su questa superficiecurva non già facendola muovere, comeal solito, nella direzione di una X, matenendola sempre quasi perpendicolaree tangente al piano della curva; ne seguedie il taglio invece di essere rotondatoviene reso sempre più fino.

Gillet de Laumont aveva avuta la stes-sa idea pei coltelli, facendo tagliare unpezzo di legno tenero in guisa che riu-scisse convesso da un lato per giugnerealla parte incavata della lama e concavodall’altro per levare il filo morto e pas-sarvi le lame rotondate. Non pensò egliperò di applicare questo metodo ai cuoia rasoio come fece Ileim ; ma diceva checredeva utilissimo di impiegare questacurvatura per le stesse pietre da rasoi, ta-gliandole però sempre meno convesse del-ie rote che incavarono i rasoi. Lo stessoGillet de Laumont avvisa inoltre che neicuuietti a curve cangianti dell’IIeim, che,al dire di esso medesimo, sono rozzamentecostruiti, non è da apprezzarsi che labuo-na idea dell’autore, e che si dee servirse-

ClOIKl'TO 337

ne subito dopo avere passato il rasoio sul-la pietra ; e che se fosse d’uopo farlo do-po che se lo avesse passato più volte sopracuoietti comuni, converrebbe, per otte-nerne buon effetto , aspettare che losmussamento del taglio prodotto da que-sti primi cuoietti fosse tolto; alla quintao sesta volta soltanto che adoperansiquesti cuoietti per lo stesso rasoio se neconosce la grande superiorità.

Un' altra disposizione dei cuoietti og-gidì molto usata, tuttoché si fondi suprincipii diversi dalla precedente, si èquella di due larghe coreggie di cuoiofissate sopra due grossi pezzi di legnoposti alle loro cime che le tengono al-quanto distanti l’una dall’altra. Una lun-ga asta di ferro passa frammezzo a que-sti legni fra le due coreggie, girando li-beramente in un foro fatto nell’ uno deilegni, ma senza poterne uscire ed attra-versando nell’altro una madrevite. Si ve-de che girando questa vite in un vet;soo nell’altro i cuoi si allentano o si ten-dono più o meno. Due guide lateraliimpediscono che succeda verun torci-mento.

Immaginossi pure di tener fermi i ra-soi mediante una pinzetta o specie di pic-cola morsa nella posizione più favorevole,e di farvi scorrere sopra il cuoietto pre-parato convenientemente ed incollato so-pra un cilindro di legno o disposto fra duecilindri a guisa di coreggia eterna, e postoin moto girando un manubrio. In tal ma-niera, quando la pinzetta che dee tenereil rasoio sia regolata nella forma che siconviene alla figura di questo, il più roz-zo può facilmente affilarlo, non occor-rendo più che di girare il manubrio.

Finalmente Luigi Mallet di Parigi imaginò una disposizione di cuoietto adue cilindri che ricorda quella dell’iFFi-latoio pei coltelli (V. questa parola). Losi vede disegnalo nelle fig. 1 , a e 3 della