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annuale della declinazione sia andato di-minuendo successivamente dopo il prin-cipio dello scorso secolo. In quello pre-cedente, cioè dal 1623 al 1692, il cam-biamento annuo era di circa io'; dal1723 al 1773 fu di circa 8'; dal 1787al 1 yg 5 di circa 5 ’ ; da quel tempo al1802 soltanto di I 1 2"; finalmente neli 818 evasi ridotto a zero come abbia-mo veduto.
Oltre ai cangiamenti dei quali abbia-mo fin qui parlato, la posizione dell’agomagnetico è soggetta ad alcune piccolevariazioni dipendenti dalle varie ore delgiorno ed anche dalle stagioni dell’anno.Il cangiamento diurno della declinazionevenne scoperto nel 1824 da GiorgioGraham, e venne poi confermato da al-tri osservatori. Questo cangiamento peròè tutto al più di un minuto e richiedeuna osservazione attentissima ed istru-raenti delicatissimi per rendersi sensibi-le. Barlow, al quale, la scienza del ma-gnetismo dee molti dei suoi più recentiprogressi, ha trovato la maniera di ren-dere queste oscillazioni diurne assai piùsensibili diminuendo la forza ordinariadella direzione dell’ago magnetico, facen-do agire sopra di esso una o due cala-mite disposte in guisa tale, relativamen-te all’ago, da toglierlo all’azione delmagnetismo terrestre. Resolo cosi liberoegli è chiaro che cede assai più facil-mente a qualsiasi cagione straordinaria,e quindi quella prodotta dalla variazionediurna produce effetti assai più percet-tibili, e si può in tal guisa conoscere nonsolamente la grandezza delle variazioniprodotte, ma anche il periodo della lorodurata ed il massimo di esse. Ciò si ot-tenne di fatto pienamente nelle ricerchesperimentali tentatesi e specialmente inquelle fatte da Christie, e descritte nel-le Transazioni filosofiche del 1823, 182.3e 1827.
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Da questi esperimenti e dalle ultime josservazioni risulta che la deviazionedell’ago magnetico orizzontale dalla suaposizione media era verso l’Oriente du-rante il mattino ed era al massimo ver-so circa le 8 ore, tornando quindi pron-tamente alla sua media posizione, allaquale giungeva fra le 9 e le 10 ore, do-po di che la declinazione facevasi al-1 ’ Occidente ; dapprincipio cresceva ra-pidamente in modo da giungere al suomassimo a circa un’ora pomeridiana, eallora lentamente recedeva pel resto delgiorno, arrivando alla sua posizione me-dia a circa io ore della sera. Lo statodell’atmosfera, e particolarmente quellodella temperatura,hanno grande influen-za sulla natura ed estensione di questicambiamenti . Christie osserva potersispiegare questi cangiamenti supponendoun semplice cangiamento nelle direzionidelle forze terrestri, ma che i loro ca-ratteri corrispondono tanto approssima-tivamente quanto si può desiderarlo aglieffetti che produrrebbersi da un accre-scimento d’intensità dal momento in cuila direzione devia verso Ponente. Hau-steen ha verificato che i cangiamentidiurni d’intensità hanno luogo parimentia Cristiania, in Norvegia , e dalle sue os-servazioni risultano le medesime con-clusioni che da quelle di Christie, tutto-ché i loro esperimenti siensi fatti e° napparati diversi e con un metodo affat-to differente. Hausteen stabilisce che laminima Intensità ha luogo circa alla 10e mezza della mattina, cioè circa due oredopo il principio della declinazione aOccidente , e la massima intensità a 7 nr 9della sera, cioè circa un ugual tempo in-nanzi al ritorno verso 1 ’ Oriente. Chnstie stabilisce che la intensità magneti 99terrestre è minima fra le 10 e n “ emattina ; cioè quasi al momento egosserva, in cui il sole è sul meridi 30