Band 
Tomo XX. [Supplimento.]
Seite
406
JPEG-Download
 

^o6 Deposito

l’estasi il tutto, lasciasi in macerazioneper i 5 giorni, feltrasi e serbasi in vasichiusi.

(Riccaiido Phillips —G.**M.)DEPILATORIO. V. depilazione.DEPOSITO. Dicono alcuni per de-posizione o sedimento (V. queste parolee Panicelo decantazione).

(G.**M.)

DEPOSITO (Magazzini di). Nonsapremmo con qual altro nome intitolarein italiano quei locali cui vien dato daiSfrancesi il nome di Entrepóts e quindip reveniamo che di questi appunto inten-diamo qui far parola. Sotto questo si-gnificato adunque intenderemo quei luo-ghi tutti mele merci vengono deposleaspettando che pei bisogni del consumone venga fatta ricerca.

Alessandria era un tempo il deposito<!:;.! commèrcio dell’Indie, il quale sta-hiliissi poscia a Lisbona ed oggidì a Cal-cut la, a Bombay ed al Capo di Buona-Spi ranza. Danzica ed Odessa sono gran-di depositi del commercio dei grani ;Man iglia è uno dei depositi dei prodottidel I -■evante. In oggi però si dà più par-tieoi armente a questo nome di depositoun 3 Itro particolare significato, imperoc-ché le restrizioni accumulatesi a dannodel commercio produssero la istituzionedi 'vasti magazzini o depositi arlifizialiche vengono distinti sotto il doppionoi uè di depositi reali e filthii. In og-gi adunque, nel linguaggio del commer-cio, il deposito è bene spesso sempli-ci‘mente un luogo di rifugio contro lepretese della dogana. Se lo chiama rea-ile quando la merce viene effettivamentedeposta nei magazzini del governo ; einvece fittizio quando venga posta neimagazzini del negoziante, col patto cheei deva presentare ad ogni domanda lamerce depositata o la ricevuta del paga-mento dei dazii cui essa è soggetta. Lo

Deposito

scopo di queste due specie di depositi;si è quello di risparmiare al commerciola necessità di fare anticipazioni spessevolte di molta entità delle tasse stabilitesugli oggetti depositati. In tal guisa nonsi pagano i dazii che al momento dellavendita, e quindi il negoziante può at-tendere con più quiete il momento favo-revole alla vendita delle sue merci. Neldeposito fittizio egli gode inoltre i van-taggi della libertà commerciale, potendoavere tutte le cure che sono necessariealla sua merce, purché risponda dei daziida essa importati. Non si suol accordarequesto favore che ai negozianti di assaibuona faina ed anzi, per lo piùj a quellisoltanto che danno guarentigia pel paga-mento dei dazii. I depositi sono special-mente favorevoli a quel genere di com-mercio cui si dà il nome di transito.Una merce, per esempio, spedita flal-l’IIa vr e per Strasburgo e destinata perl’Alemagna, non dee essere assoggettataai dazii che gravitano soltanto sugli og-getti da consumarsi all 1 interno ; senzala facoltà ilei deposito difficile sarebbeevitarne il pagamento, e il commercionon potrebbe senza grande imbarazzoimportare dall’estero prodotti difficili asmerciarsi nello Stato, se non avesse asua disposizione una specie di terrenoneutro ove questi possono attendere ilmomento di un favorevole collocamen-to. A questo doppio bisogno servono idepositi reali e filtizii. Nei primi, me-diante una tassa di magazzinaggio fissatada una tariffa, i negozianti fanno sorve-gliare la loro merce ; in quelli fittizii lasorvegliano da sé, altro non essendo que-sti ultimi che i loro magazzini stessi gua-rentiti.

La prima idea dei depositi doganalisembra dovuta a Colbert, il quale, aven-do dato ai sistema delle dogane tuttoquel rigore che poi coAservossf,- era beo