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Tomo XX. [Supplimento.]
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Durotiro

maggiore, cioè tripla ; il deposito di Pa-rigi non si estende inoltre realmente fi-nora che a un terzo soltanto di quelloche indioa il disegno, poiché gli altri dueterzi furono progettati soltanto, ma nonsono ancora costruiti.

La vasta intrapresa delle darsene diSanta Catterina venire suggerita ad unaCompagnia, malgrado l’esistenza di altrequattro, dalla speranza dei vantaggi chele doveva recare un più grande riavvici-namento al centro della città ; 1 ’ impor-tanza di questi vantaggi venne riputatasì grande che non bastarono a scorag-giare dall’ impresa le difficoltà che vi siopponevano, trattandosi che conveniva1 distruggere un’intera contrada compostadi i 5 oo case particolari, di una chiesa, e, delle adiacenze di un ospitale, e che do-gasi lavorare a contatto immediato del-le muraglie della torre di Londra . Mal-grado tutti questi ostacoli, il Parlamentoavendo nel 1825 data l’autorizzazioneper questi lavori, cominciaronsi dessi nel18a6 e vennero condotti con tale rapi-dità dall’ingegnere Telfort e dell’archi-tetto Hardwick che il deposito venneaperto al commercio nel 1828. La spe-sa totale ammontò, a quanto sembra, acirca 34 milioni di franchi, del qual ca-pitale sembra però che la compagnia nonabbia ottenuto finora che un assai scarsointeresse, malgrado il felice esito ottenutodallo stabilimento. La disposizione cheriesce più sorprendente e che trovasianche negli altri quattro depositi di quellecittà, stabiliti parimente in riva al Ta-migi , consiste nei bacini o darsene, in-forco ai quali sono collocati i magazzini,e nei quali vengono introdotte le navimediante sostegni, cosicché il carico elo scarico possono farsi direttamente dal-la nave al magazzino e viceversa ; dispo-sizione certo molto costosa quanto al ca-pitale primitivo, ma che procura econo-Suppl. Dii. Tccn. T. I'l.

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mie d’ un’ estrema importanza sulle spe-se di immagazzinaggio. Attesa la grandeestensione del recinto di questi bacini,possono in essi caricarsi e scaricarsi inpari tempo 1 io navi, ciascuna della pol-lata da 100 a 700 tonnellate (V. (uhsemì).

Per quanto grandi si fossero le diffi-coltà che dovevano risultare dalla pri-mitiva destinazione dell’area, è però «Uffi-cile comprendere a che debbasi attribuirein una impresa di tanta importanza, ese-guita con grandi spese e tutta di seguito,quella specie d’incoerenza e di irregolari-tà che si osservo nella generale disposi-zione degli edifizii, nonché nel disegnodel loro recinto. Egli è bensì vero cheuna distribuzione interamente simmetri-ca, ed una esatta ponderazione dellemasse sono in molti casi piuttosto ten-denti all 1 abbellimento che ad una realeutilità ; tuttavia una disposizione più omeno regolare, come si è quella deglialtri depositi di Londra è sempre,ancheper questa sola ragione, più comoda epiù favorevole alla circolazione, alla sor-veglianza, ec., perciò ne pare, senza farsischiavi di questo genere di vantaggi, chenon abbiansi dessi a trascurare a quelmodo che sembrano aver fatto i costrut-tori, per ogni altra pal le abilissimi, delledarsene di Santa Catterina.

I varii edifizii sono quasi uniforme-mente composti degli stessi elementi. Imuri di facciata sono costruiti di mat-toni, tranne alcune poche parti di pie-tra viva ; la loro grossezza, che alla par-te superiore non è che della lunghezzadi due mattoni, i qua A formano insie-me un piede e mezzo inglese ( pressoa poco 45 centimetri), discendendo cre-sce successivamente d’ un mezzo mat-tone per ogni piano. Le impalcature edil tetto, qoasi interamente costruiti diabete, coinpongonsi di travature larghe1 7 a 1 8 piedi inglesi (circa 5 , 5 ), sepa-