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no ad irrigare ed arricchire altri terreniche erano troppo secchi. Catone , Colu-mella, Plinio, ec., parlano di quesii acqui-docci sotterranei impiegati al l^iro tempopel diseccamehto delle terre coltivabiliinnondate e alla cui coltura nuoceva ilristagnamento delle acque. Dopo ave-re scavati i fossi riempivansi di pietresecche, o con rami d’ albero grossola-namente intrecciati, poi coprrvansi conpietre piatte o con piote. Le chiavichedegli antichi avevano da o"',go a i'"e i "',20 di profondità; ora non si affon-dano che da o'",6o a o m ,jo ; ma quan-do vi sono grandi chiaviche, le quali ri-cevano le acque di quelle trasversali,sono le prime più larghe e più profonde.Oggidì le chiaviche si fanno come pres-so gli antichi con pietre ed in mancanzadi queste con fascinaggi o rami d’alberied in molli paesi con piote semplice-mente. Per fare le chiaviche coi fasci-naggi, mettonsi di tratto in tratto nel fon-do del fosso de’ pali incrociati a caval-letto o a croce di sànt 1 Andrea, destinatia sostenere i fascinaggi, al di sopra deiquali ponesi della paglia, del musco odelle foglie che copronsi poscia di terra.Secondo i luoghi adoperansi ugualmen-te fascine di quercia, di pino, di salice,d’olmo, d’ alno, di pioppo e simili.Que-ste chiaviche durano 3o a 4° anni edanche più secondo la direzione in cuisono i legni delle fascine e la grossezzadei rami.
Nel Lancashire e nel Buckingamshirediseccansi le praterie con chiaviche stret-te, fatte con una grande zappa ; ma inmolti luoghi adoperasi con maggiore van-taggio una specie di aratro detto aratrotalpa ( V. fosso ).
Le chiaviche di pietra durano variisecoli, talché quelle che vennero esegui-te dagli antichi in Grecia, in Asia , inPersia, nella Siria , sono ancora ben con- :
DlSECCAMENTO
servate e soddisfanno benissimo al loroscopo, senza che occorra mai di lavo-rarvi. Possonsi anche fare chiavichedi grande durata, facili a stabilirsi e peralcuni paesi poco dispendiose, con terrecotte da mattoni. Le chiaviche fatte di pio-te durano io, i a e i5 anni,e talora anchepiù. In generale si fanno esse profondeun metro e larghe mezzo. Quando il ter-reno ove scavansi è coperto di erba pon-gonsi dapprima a parte le piote che sitagliano in pezzi uguali e della grandez-za conveniente per porle rovesciate alfondo del fosso che dev’ essere largoda 8 a 16 centimetri. La prima terralevata essendo fa migliore viene postaa parte da un lato del fosso per servir-sene a fine di colmarlo e livellare il suo-lo ; quella tratta dal fondo si getta dal-l’altro lato, e ponesi immediatamente do-po le piote.
Il terzo modo di diseccamento median-te interrimenti o colmale non è applica-bile che a certe particolari località. Ta-lora lo si è praticato colmando i luoghibassi e rialzando il suolo collo sparger-vi alla superficie tanta quantità di terraportatavi da uomini o da animali da ri-durlo ad una tale altezza che valga adare scolo alle acque pluviali ed a ren-derlo superiore alle acque correnti chepossono attraversarlo. Questo mezzosempre dispendiosissimo è bene spessoimpraticabile per la grande estensionedel suòlo paludoso, e per la mancanzadella terra necessaria per lo interrimen-to ; ma venne qualche rara volta prati-cato con buon esito anche in grandeestensione.
Il mezzo però noto più generalmentecol nomp ili colmate consiste a dirigeresui campi delle acque torbide le qualivi depongono mediante convenienti di-sposizioni le terre che traggono seco insospensione. E molte usato in Italia ote