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Tomo XXI. [Supplimento.]
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lo in zatte, nel qual modo una assai mag-gior parte di esso rimane per tutto ilviaggio immersa nell 1 acqua.

Nel corso di un anno si calcola chegiungano a Parigi 6,600 di queste bar-che di legname, 4 > 5 oo delle quali nonportano che legna da fuoco e a, 5 oo le-gnami da lavoro e da costruzioni. Laquantità di legna da fuoco trasportata aParigi dalle 4 i 5 °° barche rappresentala massa enorme di 010,000 steri o me-tri cubici. I battelli che si disfanno an-nualmente a Parigi , sono da 3 a 4 mila,la quale grande quantità dipende da ciòche molti di essi venendo da fiumi cheè quasi impossibile di rimontare, nonfanno che un solo viaggio, e si fannoperciò di assai poca solidità. Nella co-struzione di essi usasi la massima econo-mia, unendo le tavole con semplici ca-vicchie, sicché non si guastano minima-mente e possono adoperarsi come le-gname del tutto nuovo. Queste barcheinsamma non sono che masse di legnameda costruzioni, le quali vengono portatea Parigi da una distanza di 80 a ino le-ghe, disposte però in tale maniera chetrasportano e traggono seco delle merciili un valore assai maggiore del proprio,e che non potrebbersi portare a Parigi con vantaggio senza questo mezzo par-ticolare di trasporto. Da questo brevecenno risulta di quanta importanza siain Francia l’arte dei disi nei lori di barche.

In qual modo si operi questo disfaci-mento vedemmo nel Dizionario e quifare mo solo alcuna osservazione sulla sa-lubrità di questa arte per quelli che laesercitano, perchè molti degli inconve-nienti che ad essa rimproveratisi sonopure comuni ai disfacitori da zattehe(V. questa parola ), ai pescatori e ad al-tre analoghe professioni.

Per disfare queste barche ed estrar-le i legnamijlai fiume gli operai slan-

Disfacitohe

no nell’ acqua fino alle parte superioredelle coscie, [tei che e pel peso deglioggetti che maneggiano il loro mestie-re può dirsi dei più faticosi ed incomodiche si conoscano. Si credette per moltotempo che questa continua dimora delleestremità inferiori nell’acqua torbida do-vesse procurare ai disfacitori molle ma-lattie, la nomenclatura delle quali potràvedersi in tulli i trattati di quelli che sioccuparono delle malattie degli artigiani;più volte perciò, e fino a questi ultimitempi si proposero prendi a chi trovassemezzi meccanici tali da potersi sostituirealle braccia degli uomini in questi lavori,ma la quistione non venne peranco sciolta,ed a Parigi vedonsi più di 600 operai im-piegati in queste operazioni per la maggiorparte dell 1 anno. Le ricerche però fatteda Parent-Duchatelet , sul destino diquesta classe di operai mostrano che lamaggior parte delle malattie attribuite aidisfacitori di barche non sono che solesupposizioni, e che se il mestiere di que-sti uomini è dei più faticosi si può peròporlo fra quelli meno insalubri : ciò di-pende in gran parte dall’abbondante sa-lario che essi ricevono, il quale permet-te loro di far uso copioso di vino, dicalle e di nutrimenti sostanziosi. Mol-to vi sarebbe a dire sull 1 influenza del-la qualità di nutrimento per conser-vare la salute degli operai ; non possia-mo però che rimandare all’articolo ali-menti di questo Supplimento ove ab-biamo fatto alcun cenno su questo pro-posito.

Quelli che desiderassero maggioriparticolari sul disfacimento delle barchee delle zattere, e sullo stato sanitario diquelli che se ne occupano potranno ve-dere una memoria dello stesso Parent-Duchatelet inserita nel T. II degli An-nali (t igiene pubblica e di medicinalegale. (Pabent-Duciutelet—