1)3 DlSTII.r.AZIONE
1;i distillazione dei vini, se non die inproporzione è più alto, e la sua caldaiapresenta una superficie molto minorea contatto col fuoco . Talvolta ado-peraci un cappello ed un serpentino distagno fino per non dare al prodotto uningrato odore di rame.
Per fare la distillazione introduconsile piante o le parti di esse nella caldaia;vi si versa poscia sopra la quantità d’ a-cqua necessaria, si adattano il cappello edil serpentino, alla fine del quale sottopo-nesi il recipiente; Iutansi le giuntureed accendesi il fuoco. L’acqua ridot-ta in vapore s’ innalza traendo seco l'o-lio volatile contenuto nella pianta, poicondensasi nel serpentino donde cola inislato limpido nel recipiente. Den prestoquest’ acqua s’intorbida e diviene latti-ginosa a motivo della separazione dellemolecole oleose, che attesa la loro mag-giore leggerezza, salgono alla superficiedel liquido ove formano uno strato la cuigrossezza va sempre crescendo, e che,separato dall’acqua, è l’olio essenzialepuro. La quantità d’acqua da aggiugnersialla pianta, varia secondo ciascuna speciee secondo la proporzione di olio che essapuò dare. Se mettesi troppa acqua, gliolii volatili essendo, fino ad un certopunto, solubili in essa si ha una perditanotabile, e spesso ancora non ottiensiolio, ma soltanto acque distillate o satu-rate d’olio volatile. Se invece si adoperapoca acqua la pianta si attacca al fondodel vaso, massime sul finire dell’opera-zione, si abbrucia e dà un prodotto em-pireumatico* che altera grandemente laqualità defl’olio ottenuto. Non vi è adun-que che 1’ esperienza la quale possa in-segnare quale quantità d’ acqua si abbiaad aggiugnere alla pianta ; ma in gene-rale vale meglio che f acqua abbondi,essendo questa la maniera di avere pro-dotti pili puri e più soavi.
Distillazione
L’acqua del recipiente donde si è se-parato l’olio, può adoperarsi nelle succes-sive distillazioni, poiché essendo satura-ta cagiona meno perdite.
Quando si vogliono ottenere olii diprima qualità conviene separare i pro-dotti, ponendo a parte quelli che si ot-tengono a varii punti della distillazione.Quelli che si raccolgono i primi sonosempre i più carichi, e quelli di odorepiù gradito.
Alcuni olii meno volatili distillansipiù difficilmente, e però in tal caso siaggiugne all’acqua del sale marino, poi-ché, siccome questa dissoluzione satu-rata non bolle che da 109 a irò 0 centi-gradi, così si ottiene un innalzamento ditemperatura che agevola la vaporizza-zione di questi olii. Generalmente sepa-rasi tanto più d’olio quanto più bassa èla temperatura cui mantiensi l’acqua delrefrigerante ; ma è d’ uopo ricordarsiche alcuni olii sono in istato concreto aldi sopra dello zero, e che in tal caso nonconviene raffreddarli al di sotto di C a 7centigradi, per timore che si solidifichi-no nel serpentino. Il fuoco dee rego-larsi moderatamente ed in maniera uni-forme per evitare 1’ agitazione, e special-mente i colpi di fuoco troppo vivaci chebruciano le piante e le decompongono.Si cessa dal distillare quando i prodottisono divenuti insipidi e senza odore.
I prodotti della distillazione si sepa-rano a quella maniera che additammoall’articolo olii essenziali del Dizionario(T. IX, pag. 168). Lasciando l’acquaprodottasi dalla distillazione in riposo,separasi dell’ altro olio essenziale, e sipretende che si possa accelerare questaseparazione saturando quell’ acqua disale comune.
Gli olii volatili conservatisi in fiale divetro piene interamente, chiuse con dili-genza e coperte di carta nera. Queste