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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Disili, RAZIONE

fiale si limino a Ionere in luogo frescoe<l oscuro, ma asciutto. Gli_odii ottenuticolla spremitura sono i più difficili aconservarsi. Quando fanno un sedimen-to, conviene feltrarli per carta senza col-la e chiuderli in altre fiale colle suaccen-nate avvertenze.

(F. Malepeyre.)

Distillazione della resina. V. resina.

Distillazione chimica. Con questonome crediamo potersi distinguere quel-le piccole distillazioni che si fanno neilaboratoi per esperimenti di chimica, peranalisi o per altri simili oggetti, le qualisogliono per lo più praticarsi in vasi divetro, cui si dà il nome di storte. Diquesta specie di operazioni abbiamogià tenuto discorso nel Dizionario (T. V.pag. 254)- Per alcune sostanze questadistillazione riesce molto difficile a farsia dovere, e per dare una qualche ideadi queste difficoltà e del modo di supe-rarle, faremo qui alcuni cenni di quelleche s’incontrano per operare sull’acidosolforico.

Essendo questo poco volatile avvieneche facilmente condensasi nella partesuperiore della storta ricadendo in goc-ce; inoltre bene spesso cade al fondodella storta stessa del solfato di piomboche esso contiene. Tanto le gocce con-densate, quanto il solfato di piombo pro-ducono al loro cadere nel liquido bol-lente forti scosse che possono romperela storta o almeno gettare una parte del-l’acido impuro che essa contiene, insie-me coi prodotti della distillazione nelrefrigerante. Berzelio imaginò l’apparatoseguente per ovviare a questi disordini.Fece egli eseguire un cono tronco di la-mierino molto largo e poco alto, alla ci-ma del quale adattavasi esattamente lastorta entrandovi per un terzo; l’orloesterno di questo cono era circondato disabbia per impedire ogni accesso all’ a-

Distu.i.azione cyj

ria al di sotto della storta. All' intornodi esso cono, aveanvi mal Ioni iu piedie nello spazio angolare rimasto fra que-sto contorno di mattoni e la superficiesuperiore del cono eranvi carboni ac-cesi. Al di sopra della storta ed a mezzopollice circa di distanza da essa stava uncappello conico di ugual forma e gran-dezza dell’altro cono, ma chiuso allasommità. Riempita la storta a due ter-zi di acido e mantenuto il fuoco al disopra del cono inferiore, nel modo anzi-detto, 1’ acido comincia a bollire nellaparte superiore della storta senza veru-na scossa; e siccome il cappello conicoriverberando il calore mantiene moltocalda la sommità della storta, così lacondensazione non avviene che nel collodi essa, e le gocce colano e succedutisicon tanta celerità, che in un’ora e mez-za può distillarsi una libbra di acido sol-forico. Il recipiente deve essere di vetrosottile e le gocce devono cadere diretta-mente dal collo dell’acido già stillato. Ilsolfato di piombo che si depone nellastorta, rimane al fondo di essa e siccomenon si fa il riscaldamento che lateral-mente, così quel precipitato non produ-ce più veruna scossa. Fosteriormente ilBerzelio stesso pensò di fare questa di-stillazione più semplicemente e con assaimeno pericolo precipitando il sale dipiombo col diluire l’acido di acqua, de-cantandolo ed evaporandolo fino a per-fetta concentrazione iu uno scodellino diplatino, poi distillandolo in un fornelloa coppella coperto. In questa distilla-zione alcuni fili di platino, pezzetti dtvetro od altre sostanze non intaccabilidall’ acido, producono ottimi effetti perevitare quelle scosse che succedono nel-l’ebollizione.

(Berzelio —G.**M.)

Distillazione secca. Si è chiamatacon questo nome una operazione che