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Tomo XXI. [Supplimento.]
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a 56 El.E ITROMAGNETISMO

sariu l'uso (f una pila vigorosissima, per-ciò dispendiosa, e pel grande numero dielementi difficile eziandio a maneggiarsie ripulirsi, qualora si avesse voluto otte-nere la decomposizione a qualche mi-glio di distanza. Aggiungasi la difficoltàdi stabilire con tanti fili metallici fra loroisolati le necessarie comunicazioni tradue lontani osservatori, e risulterà mani-festa la ragione per cui questo ingegno-sissimo ritrovamento non poteva dare ilfrutto d’una utile applicazione.

Non appena però venne scoperto l’e-lettromagnetismo che tosto si pensò adapplicarlo all’ esecuzione di un telegrafoelettrico e tentarono esperimenti a questouopo Siller di l’ietroburgo, Dujardin diParigi, Steinheil di Monaco , Gauss diGottinga, Luigi Magiini di Venezia ed ilfisico inglese Weaslone. Alcuni però va-levansi di mezzi incerti, altri ricorreva-no al magneio-elettrìcismo, che, comevedremo a quella parola, male si prestafinora a tal uopo. I due ultimi sembranoessere stati quelli che meglio abbianoraggiunto lo scopo, avendo il Magrini,per quanto ne risulta, pubblicato i suoiesperimenti molto prima del Weasto-ne (a), ed avendo quest’ultimo posta ioesecuzione la cosa in grandi misure sta-bilendo una linea telegrafica fra Londra e Liverpool sotto le rotaie della stradadi ferro. Ciò però di che maggiormentesi dee merito sopra ogni altro al Magrinisi è d’avere scoperta una nuova leggeper mezzo della quale la costruzione deitelegrafi elettrici a molta disianza ren-desi senza confronto piò semplice e me-no costosa.

Attenendosi invero ai principii fino-ra adottati, che sulle deviazioni prodot-te dalle correnti volliane nell’ ago ma-ta) Gazzetta privilegiata di Venezia , n.°189, 23 agosto 1837.

Elettromagretismo

gaelico nulla influisse il numero deglielementi della pila, impossibii cosa dive-niva il tramandare questa azione a qual-che distanza senza immense quantità dimetallo, il che venne dal Magrini dimo-strato coll’aiuto del calcolo. La telegrafiaelettrica colla pila vestiva adunque ap-parenza di pratica ineseguibilità, la qua-le venne innanzi a tutto vittoriosamentetolta dal Magrini, che potè con ripetutiesperimenti riconoscere la insussistenzadall’anzidetto l'alto negli estesi circui-ti, e scoprì la semplicissima legge, chequelle medesime deviazioni che si otten-gono con un elemento di una tale gran-dezza ad una data distanza, possono a-versi ad una doppia con due elementiuguali al primo, ad una tripla con tre,e cosi via seguitando. In forza di que-sta nuova e bellissima legge, la stessadeviazione, per esempio, che secondo glianteriori principii, cioè con un solo ele-mento, trasmettersi non poteva da Ve-nezia a Milano che con piastre di su-perficie molte e molte volle maggioredi quella del globo terrestre, otliensi in-vece con una pila di cento elementi, cia-scuno di g pollici quadrati di superficie.

Vedremo ora con quali mezzi olten -gansi i segnali telegrafici dal Magrini edal Weastone. Abbiamo indicato come, fa-cendo passare un filo investito dall’elettri-ca corrente vicino ad un ago calamitato,gueslo devii dalla posizione di equilibriorelativamente al meridiano magnetico,verso Pouente o verso Levante, secondoil senso in coi commina la corrente elet-trica nel filo : come è ben naturale que-ste deviazioni sono tanto maggiori quan-to più vigorosa è la corrente quindi conuna piccola pila si potrà avare una de-clinazione, per esempio, di 8 a io 0 , e conuua più forte di 80 a 90 gradi ed anchepiù. Posti adunque il Magiini sopra unatavola stessa a poca distanza tre galva-