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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Epizootu

tender# dt fare qui conoscere ai padroni,ed in conseguenza ai domestici, comeeglino abbiano a regolarsi, non tanto perguarire gli animali ammalati, quanto perconservarli in buona salute e prolungare ladurata del loro servizio utile. Egli è adun-que nostro malgrado che rimandiamo, perquei particolari che troverebbersi fuori diluogo in un’ opera destinata al perfezio-namento deH'inViustria, ai trattali d’igie-ne e di medicina veterinaria, e fra questispecialmente al Dizionario di HurtrelD’ Arboval. Per guarentirsi dalle epi-zootie, e per conseguenza da perditeimmense, in molte intraprese il mezzopiù efficace e migliore si è quello di ave-re degli animali domestici tutte quellecure che si prodigano alle macchine piùVolgari ; disgraziatamente il numero diquelli che sanno valutare il frutto diqueste cure è assai piccolo, ed abbiamotutti i giorni l’occasione di deplorare laincuria d’ una quantità di persone chenon tengono conto delle grandi perditeche fanno, delle quali continuamente la-mentnnsi, senza per altro avvedersi d'es-serne eglino stessi la principale cagione.

Facciamo per un momento un con-fronto fra il proprietario d’una macchinaimportante, quale sarebbesi, per esem-pio, una macchina a vapore, e 1’ intra-prenditore che per qualsiasi oggetto ab-bisogna d’un grande numero di cavalli.

Quanta diligenza non impiega il pri-mo nella scelta del suo combustibile ?Egli conosce a rigore la potenza dinami-ca che otterrà con un dato carbone ; ildanno che ciascuna specie di questo re-cherà alla sua caldaia ; i miscugli che siavranno a farne ed il modo migliore dialimentarne il fuoco. Si è ben lontani dalfare altrettanto quando trattasi di sce-gliere il nutrimento pei cavalli ; non- sistudiano le preparazioni cui questo nu-trimento potrebbe assoggettarsi, non le

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modificazioni necessarie nella sommini-strazione di esso, secondo la natura dellavoro che fa l’animale e la diversità del-le stagioni ; non si pensa finalmente nep-pure a paragonare i varii generi di ali-mentazione per riguardo alle forze mu-scolari che danno all’animale ed alla du-rata di questa potenza.

11 proprietario d’ una macchina nonne affida certamente la cura al primoche se gli presenta; non l'abbandona frale mani d’un ubbriacone che le lasci man-care il combustibile, o di un distrattoche non abbia veruna regolarità nell'ali-mentazione di essa. Questo proprietarioben sa che se lo facesse vedrebbesi ro-vinalo. Ma se queste cure minuziose so-no indispensabili per far camminare convantaggio una macchina, egli è ben stra-no il crederle inutili pegli esseri viventi,le cui forze variano secondo che alimenrtansi o no a sufficienza, e secondo glieccessi di ogni sorta cui si assoggetta-no. Finalmente questo proprietario dimacelline non le abbandona certo senzaverun motivo alle intemperie delle sta-gioni, poiché altrimente ben presto sa-rebbero quelle inservibili. Converrebbequindi chiedere a molti e molti perchètrattino i loro cavalli peggio che se fos-sero di bronzo, e se credono forse chesia questo un buon mezzo per fare che ri-producano il di appresso la stessa forzamuscolare che svilupparono il giornoinnanzi, o per prolungare la loro esisten-za tanto preziosa.

L’ industriale che fa uso di macchineconsidera come una cosa per lui di mol-ta importanza, 1’ avere nozioni mecca-niche ; è strano che quegli che ado-pera gli animali non cerchi d’avere al-cune nozioni d’ igiene veterinaria ; iproprietarii di macchine trovarono unasensibile economia nell’ impiego di unuomo speciale per tenere un conto gior-