398 EqUISKTICO
L’ acido equisetico cristallizza in aghiconfusi, la cui forma non si potè deter-minare ; il suo sapore è acido e menoforte di quello dell’ acido tartrico ; nonsi altera all'aria ; colla distillazione seccasi fonde, gonfiasi, si decompone e pro-duce un liquido acido cristallizzabile, epiccola quantità di olio empireumatico;è meno solubile nell’ acqua dell’ acidotartrico, si discioglie nell’alcoole, e noncristallizza colla evaporazione, ma formasoltanto alla superficie del liquore unapellicola cristallina, che si rinnova a mi-sura che lugliesi.
L’acido equisetico non venne analiz-zato, e la sua capacita di saturazione nonè pur anco determinata. Forma colla po-tassa e colla soda sali deliquescenti, in-cristallizzabili ; coll’ammoniaca una com-binazione cristallizzabile ; colla barite unsale solubilissimo che rassomiglia ad unosmalto bianco, dopo 1’evaporazione del-l’acqua. Con la calce, con la magnesia ecoll’ossido di zinco forma sali solubilissimiche acquistano un aspetto gommoso quan-do si evaporano a secchezza, non si alte-rano all’ aria e non si disciulgono puntonell’alcoole. I sali di protossido di ferronon vengono precipitati dall'acido equi-setico, ma bensì quelli di deutossido dilerro. Coll’ ossido di piombo l'orma unacombinazione insolubile nell’acqua e nel-l’acido acetico, solubile nell’acido nitrico.Per tal ragione 1’ acido equisetico vieneprecipitato dall’acetato ili piombo, men-tre il nitrato non lo precipita. Formacoll’ossido di rame un sale di un bel co-lore azzurro-verdastro , che, prepara-to per doppia decomposizione, si preci-pita in piccoli cristalli in un liquore di-luito, e in fiocchi in un liquore concen-trato. L acido equisetico forma col pro-tossido di mercurio un precipitato bian-co, insolubile nell’ acido acetico. Il ni-trato di argento non viene precipitato
Equivalesti
dall’arido equisetico quando è scevroacido fosforico.
(Berzei.io.)
EQUISETO. C resce questa piantaollrecchè nei prati, come nel Diziop9rit>si disse, anche in mezzo alle biade, main tal caso non si pone grande impor-tanza alla distruzione di essa, e perchènon sembra nuocere gran fatto, e per-chè inoltre resiste ai solili mezzi di di-struzione. Questa piatita ha due sortadi steli : gli uni che portano le fruttacompariscono nei primi giorni di pri-mavera, e massime appena finita la frut-tificazione, cioè da sette a dieci giornidopo, secondo le circostanze. Egli è al-lora soltanto che cominciano a svilup-parsi gli altri steli sterili o fogliacei. Efacile adunque convincersi che per di-struggere 1’ equiseto duopo è strapparnegli steli fertili a mano a mano che com-pariscono. Non si dee neppure sognarsidi strappare la radici, poiché queste pe-netrano a troppo grande profondità.
L’ equisetum fluviatile avendo lo ste-lo più tenero viene ricercato dai bestia-mi e specialmente dalle vacche e daiporci : aumenta il latte delle prime, malo rende insipido, ed il burro fatto conesso ha un colore piombaceo ; in alcunipaesi conservano questo equiseto per ci-barne i porci nel verno.
(Antonio di Roville —Bosc.)
EQUISON'O. V. unisono.EQUIVALENTI CHIMICI. È notodopo I’ esperienze di llichler, di Dalton,di Wollastun, di Davy, di Berzelio, diThomson, ec. che le sostanze capaci dicombinarsi insieme si uniscono con unadata legge che dicesi delle proporzionideterminale (V. affinità); cioè che sediverse sostanze combinandosi con un’al-tra, la quale sia per tulle in una quantitàcostante, serbano fra loro delle date pro-porzioni, serberanno queste proporzioni