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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Erpicare

mento in cui la terra riducesi in polveresotto una leggera pressione ed al meno-mo urto anziché pel laceramento del-la sua superficie, ed occorre a tal finemolta vigilanza, ed un tatto particolare.L’istante opportuno è facile a cogliersinelle terre argillose, ma non già in quel-le sabbiose dette terre bianche ; nellequali lo strato superiore è spesso trop-po secco, quando la parte inferiore e an-cora troppo umida. Tei terreni di que-sta natura non avvi sovente che un sologiorno favorevole all’ erpicatura e quelliche li coltivano dovrebbero star prontia trarne profitto allorché si presenta.Uno dei grandi vantaggi dell’ erpicaturasui cereali si è quello della produzionedei talli. Il tallire è una specie di pro-duzione spontanea di margotte che nonavviene se non che quando si calzano lepiante con terra nuova. Tutti quei mezziche possono calzare i vegetali produco-no questo risultamento, ma non ve neha alcuno più economico nè più solleci-to della erpicatura.

Se alcuni coltivatori temono che laerpicatura dei cereali non distrugga unnumero troppo grande di piante, henmaggiormente si tremerà al solo pensar-si di vedere un erpice passare in uncampo di barbabietole, di colza, di ra-vizzone o di altre piante sarchiate. Sic-come questo strumento cammina alquan-to a caso, così si potrebbe temere che daultimo il risultamento finale non fossepiuttosto pernicioso che utile. Certa-mente allorquando le piante sono giun-te a grande dimensione sarebbe difficilefarvi lavorar 1’ erpice senza produrreguasti considerevoli ; ma la cosa è assaidiversa quando queste piante sono sulprincipio de! loro crescere. E prudenzanon adoperare che un erpice i cui dentisieno perpendicolari al suolo e tuttaviadopo il passaggio dello strumento il cam-

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po sembra devastato, a segno che è pas-sato in proverbio fra i Belgi « quelli cheerpicano il ravizzone non dover guarda-re dietro a sé. » Questa coltivazione nonapplicasi esclusivamente alle piante sar-chiate, seminate a volo, ma anche a quel-le disposte in linee regolari.

Finalmente la erpicatura è vantaggio-sissima sulle praterie'in generale e piuancora su quelle artifiziali quantunquedi raro in esse si pratichi. Nullameno laproporzione in cui in certi casi la erpi-catura aumenta i prodotti nelle praterieè appena concepibile. Nei prati naturaliha Io scopo di calzare le piote di aprirleall’ influenza dell’aria e per conseguenzadi rinnovarle. In Alernagna non contentidella erpicatura si scarifica (Y. scarica-tore). Questo lavoro è specialmente uti-le per levare il musco e dar passaggio aiconcimi, i quali penetrano più facilmen-te nella terra e non sono più esposti adessere portati dalle acque piovane lun-gi da quei luoghi che dovevano fecon-dare. L’erpicatura produce un effetto af-fatto simile, ma più energico, ed inoltrestacca dal suolo le pietre che vi possonoessere incassate, e che si opporrebbero al-1’ azione della falce, le quali in tal guisariunisconsi con la maggiore facilità e connotabile economia. Potrebbesi credereche il laceramento degli steli di sanofie-no, di erba medica, ec. facessero morirele piante offese, ma la cosa non è cosi,poiché la natura cerca di riparare le sueperdite, il succhio affluisce abbondante-mente verso la parte ferita, e la vegeta-zione rianimasi.

(Antonio de Rovii.le.)

ERPICATOIO. Sorta di rete assaigrande, colla quale l’uccellatore copre eprende le pernici, quaglie e faggiani, edalcuni altri uccelli, coll’ aiuto di un caneche gli cerca, trovatigli si ferma e fa co-noscere dove stanno. (Ai.berti.)