Band 
Tomo XXI. [Supplimento.]
Seite
318
JPEG-Download
 

5 1 8 Enricxnr.

vale a (lire nella direzione dei solchi;tal’ altra se la fa perpendicolarmente aquesti solchi medesimi ; in alcune al-tre circostanze erpicasi obbliquamente ;finalmente, bene spesso si fa una'erpica-tura incrociata, che torna assai utile. NelMeckìemburgo ed in alcune altre partidell’ Alemagna erpicasi ancora circolar-mente. Ecco in qual guisa Thaer descri-ve questo metodo. « La erpicatura cir-colare non può farsi che sopra tavolemolto larghe o sopra campagne lavoratesenza solchi. I cavalli sono, per solito, 4e talora anche 6, attaccati gli uni albilancino, gli altri all’erpice. Il condutto-re tira la briglia del cavallo dinanzi adestra più spesso che quella dell’ al-tro a sinistra, facendogli in tal guisa fareun giro sopra sè stesso. Si comprendeche i cavalli che stanno a lato di quellodevono descrivere un circolo tanto piùgrande quanto più sono lontani dal cen-tro. Quando il circolo è quasi terminatoscendesi qualche poco all’ingiù e si fa unaltro giro, continuando in tal guisa su tut-ta quella lunghezza che gli erpici posso-uo abbracciare. Si comprende facilmen-te che il cavallo più lontano dal condut-tore è quello che maggiormente alfatica-si: mettonsi quindi nel mezzo i cavalli piùpiccoli e più deboli ed i più grandi e piùforti all’ esterno, oppure se sono pressoa poco uguali si mutan di luogo. Per lopiù è duopo che il cavallo che è al difuori cammini d’ un trotto un po’ solle-cito benché quello del centro non facciache alcuni passi assai lentamente. Egliè certo che questa maniera di erpicarefa perdere molto tempo, poiché si per-corre più volte ciascuna parte della su-perficie; ma produce anche un effettoche non si può in verun’ altra manieraaspettarsi. Le rapide erpicature si fannosolitamente con erpici a denti di legnopoiché i cavalli non potrebbero reggere

EnvicinE

ad un tale lavoro con erpici più pesanti.Quando il campo venne interamente er-picato in questa maniera vi si passa al-lora 1’ erpice per lungo ed anche ciò sifa di gran trotto, montando a tal fine ilconduttore sul cavallo dinanzi per farlopiù rapidamente avanzare ».

Se i coltivatori sono convinti general-mente della efficacia delle erpicatureper preparare le terre e sotterrare le se-menti , non riconoscono del pari tut-ti i vantaggiosi risultamenti che ha que-sta operazione praticata anche dopo perconservare od aumentare alcuni prodot-ti. La maggior parte degli agricoltoriquando hanno consegnate alla terra lepiante più non se ne occupano se nonche per raccoglierle o tutto al più darloro una qualche sarchiatura insuffi-ciente.

Duopo è confessare che il buon esitodell’ erpicatura sulle terre ove sono lepiante dipende più dalla sagacia nella scel-ta del momento opportuno di farla chedall’abilità nell’esecuzione di essa. Se laterra è umida e pastosa 1’ erpice rove-scierà tutto, e ben sì sa che il terrenosmosso quando è troppo umido è mag-giormente disposto a far poi una crostaquando si secca. Al contrario se si erpi-ca allorquando la siccità ha più induritala superficie lo strumento non penetre-rà che difficilmente ed a scosse ; la terraleverassi a glebe e le piante verrannostrappate dalle radici. Non per questo ilcoltivatore cui si presenti una tale circo-stanza dovrà rinunziare al vantaggio del-la erpicatura. Facendo passare dapprimasul suolo il cilindro ordinario o meglioquello detto a scheletro di Dumbasle (V.ciutuùio),la terra spezzasi in piccoli fram-menti, l’erpice penetra senza fatica esminuzza il suolo che non può più sol-levarsi in grandi pezzi. Ma per ottenereun pieno buon esito dee scegliersi il ino-