Esca
regge i lastroni delle ringhiere e terraz-zini ; e dicesi erre da sederino un pezzodi ferro mobile sopra un fusto, su di cuiè fissato il sederino o terzo posto di den-tro nella cassa dei legni a due luoghi.
(Alberti.)
ERRO. Quel ferro od erre che si tie-ne affisso accanto a pozzi per raccoman-darvi le secchie.
(Alberti.)
ERTA. Luogo inclinato, pel quale siva all’ insù.
(Alberti.)
Erta. Nella caccia della lepre dicesistare all ’ erta per avere attenzione, eciò perchè la lepre ha per istinto di fug-gire sempre alla volta della sommità del-le alture per non essere facilmente arri-vata, e pigliando i suoi riposi ingannarei cani.
(Alberti.)
ESAGIO. Dicevasi anticamente la se-sta parte dell’ oncia.
(Alberti.)
ESALAZIONE. V. emanazione.
ESCA. Donde traggasi quella sostanzaassai combustibile che tutti conosconosotto questo nome il vedemmo nel Di-zionario , ove pure accennammo come lasi prepari. Siccome però quest’ ultimaparte di quell’articolo riguarda piuttostoil modo di ottenere piccole quantità diesca, di quello che la preparazione ingrande di essa, così suppliremo qui, de-scrivendo più particolarmente quest’ ul-tima.
Per fare l’esca si spela e si taglia 1’ a-garico, come dicemmo nel Dizionario ,poscia lo si dispone a strati in una botteponendovi sopra un coperchio caricatodi pietre. Versasi in questa botte unaforte lisciva di ceneri feltrate, o meglioancora una dissoluzione di potassa, nellaproporzione d’una libbra di questo alca-li per ogni aS di agarico. Lasciasi il tutto
Esca 3 2 3
in macerazione in una cantina per due otre settimane nella state e per un mesenel verno, poi levansi le fette di agarico,lasciansi sgocciolare, quindi si battonosopra un ceppo di legno con un magliopure di legno, lino a che formino piastreunite e sottili. Lasciansi allora seccare equindi riduconsi alla necessaria flessibi-lità e mollezza brancicandole lungamenteed in ogni verso. Spesso aggiungesi allasoluzione di ceneri di potassa del sai-pietra o nitrato di potassa, nella propor-zione di una libbra su 3o a 5o di agari-co, e ciò a fine di accrescere la combu-stibilità dell’ esca. Potrebbesi adoperareallo stesso scopo una dissoluzione di e-stratto di saturno (sotto acetato di piom-bo), o meglio ancora di clorato o di cro-mato di potassa. Per preparare 1’ escanera tignesi talvolta 1’ agarico con disso-luzioni di legni di tintura, di noce digalla e di solfato di ferro. In questo casonon se la passa nella lisciva alcalina li-mitandosi ad immergerla nella dissolu-zione di salpietra, alla quale si aggiun-gono le sostanze coloranti. Un mezzo piùsemplice, specialmente quando si vogliaaccrescerne la combustibilità, si è quellodi ravvolgerla nella polvere da cannone,come dicemmo nel Dizionario. ! Gli altrimezzi di tintura adoperansi per l’esca or-dinaria e di minor prezzo.
Sembra che in alcune parli dell' Ale-magna coltivisi a bella posta il fungo dacui traggesi l’esca. Piantansi a tal fine inluoghi umidi dei faggi, che curvausi poifino a terra e ricopronsi di piote pertenerli sempre in istato di umidità. Que-ste disposizioni favoriscono talmente losviluppo dei funghi che se ne possonofare pareccliii raccolti all’anno.
L’esca è preparata diversamente neivarii paesi. Quella ottenuta dall’ agaricocolla polvere s’indura all’aria, sporca ledita e si accende con difficoltà. Quella di