Esca
r (fig. 6 ). Punzoni.
s (fig. i e G). Apertura per lasciar u-scire i cappellozii.
t (fig. 6 ). Piastre di ferro che forma-no il canale in cui scorre la lamina dirame.
u (fig. 3). Parte eccentrica dell’ assedella macchina che fa muovere il cilin-dro i (fig, i).
v. (fig. i e 3). Eccentrici che metto-no in moto le spranghe d,e.
Pig. 7 . Alzata del porta-coltello.
Fig. 8 . Sezione verticale e pianta del-la madre.
Fig. 9 . Il punzone entro alla sua ma-dre visto dall 1 alto.
y. Manubrio montato sulla cima del-P asse opposta a quella dove è il vo-lante.
Ecco in qual guisa facciasi uso di que-sta macchina.
Disposta la lamina di rame nel canaleformato dalle piastre t (fig. 6 e 7 ), si dàil moto alla macchina mediante il manu-brio y ; le parti eccentriche it,v, in que-sto movimento, fanno agire le spranghed,e cd il cilindro i, ed il pezzo 1 cheporta la madre ( fig. 8 ) servendo di ta-gliatolo, riavvicinasi al pezzo sottopostoove è la lamina di rame ; con questo mo-vimento ciascuna delle due madri tagliauna superficie di rame uguale al pro-prio diametro. Nello stesso momento esenza ritardo veruno, scende tutto il si-stema fino al porta-punzone, obbligandocosì il punzone a cacciare nelle madri ipezzi di rame tagliati, i quali premuti frai punzoni e le madri, formano i cappel-lozzi, che escono poi per l’apertura g\
Questa macchina ha il vantaggio difare da sè e di un solo tratto i cappel-lozzi ad esche fulminanti, pei quali eraduopo valersi di due o tre macchine di-verse.
Non dee omettersi in questo articolo
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un 1 avvertenza importantissima alla si-curezza di quelli che servonsi di armiad esca fulminante, intorno a due gravis-simi danni che la poca antiveggenza nel-l 1 uso di esse può cagionare.
Accostumano alcuni indifferentementecaricare il fucile prima o dopo innescatala piastra : si è però conosciuto potere dileggeri avvenire se calcasi lo stoppacciolorapidamente che l’aria la quale era nellacanna comprimendosi a quella guisa chefa nell 1 accendi-fuoco pneumatico ( Y.questa parola) si riscaldi abbastanza peraccendere l’esca e far partire la scarica.Un cacciatore fu vittima di simile acci-dente, e fattisi poi alcuni esperimenti siconobbe che facilmente poteva rinno-varsi.
L’ altro pericolo nasce dalla malintesafiducia con cui molti credono di poterelasciare l'arma carica al ritorno dalla cac-cia, levandovi il cappellozzo. Spesso ac-cade però che rimane sull’ incudinettaun poca di polvere fulminante staccatasiper attrito, e se taluno per ischerzo odaltro fa scattare il martello, la detona-zione ed accendimene della polvere pos-sono accadere benissimo.
Quando si vollero sostituire le eschefulminanti alle ordinarie miccie pei can-noni incontrossi un ostacolo difficile asuperarsi, imperciocché il martello chebatteva sull’esca veniva respinto indietrocon tanta forza dai gas che si svolgonocoll’esplosione che 1 ’artigliere ne rima-neva spesso ferito, ed inoltre il fuocoche schizzava pel focone era così attivoda bruciare sovente il viso, le mani e levesti ai soldati. All’ articolo piastra apercussione vedremo in qual guisa Pari-sot, Robert ed altri abbiano fatto in mo-do da evitare simile gravissimo inconve-niente. Le esche pei cannoni mettonsi,al pari che quelle pei fucili in una spe-cie di cappellozzi fatti meccanicamente,