Esplosione
Non entreremo qui Dei particolari deimolti esperimenti fattisi dal Comitatosulle piastre fusibili e ci limiteremo a ci-tarne le conclusioni che sono le se-guenti :
1. ° Le sostanze straniere contenutetalvolta nel piombo, nello stagno o nelbismuto non sono in generale di tal na-tura da cangiare di molto il loro puntodi fusione.
2. ° Lo stagno ed il piombo mesciutiin porzioni eguali non formano un com->posto chimico in proporzioni (definite.Le leghe a parti uguali e quelle di unaparte di stagno in sei di piombo varianoconsiderabilmente nell’intervallo fra latemperatura alla quale ha luogo la lorofusione e quella a cui il termometro an-nunzia il loro punto stazionario. Questevarie leghe producono quasi le medesi-ma temperatura stazionaria in un ter-mometro immerso nel metallo al mo-mento della solidificazione.
3. ° Le piastre fusibili coperte di undisco metallico bucherato e poste sullacaldaia danno indizi! di fluidità primache il vapore sia giunto alla temperatu-ra alla quale si sa che la lega si fonde. Ilmetallo fluido scappa pei fori e se neperde molto, prima di lasciare libera u-scita al vapore.
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4-° La parte inferiore della piastra siossida alcun poco, senza che lo stratodell’ossido la guarentisca dal fondersi.
5. ° La grossezza delle piastre è di po-ca importanza ; basta che possano reg-gere alla pressione del vapore relativaalla massima temperatura inferiore al lo-ro punto di fusione.
6. ° La temperatura cui le piastre ven-gono fuse o raffreddate nel fabbricarle,non ha nessuna influenza sulla tempera-tura cui devonó cedere, per dare uscitaal vapore.
7. 0 L’effetto indicatosi nel §. 3 spie-gasi attesa la natura delle leghe impie-gate, che sono formate di parti diversa-mente liquefacentisi. Quelle parti chepiù facilmente si liquefanno vengono pri-mieramente scacciate dalla pressione delvapore ; le altre in generale sfuggonodappoi.
8.° Si può imitare mediante la pres-sione in un vaso bucherato l’effetto del-la separazione d'elle varie parti fluidadelle leghe.
g.° Le leghe fusibili destinate ad in-dicare la temperatura delle varie parlid’una caldaia, non devono essere espo-ste al contatto del vapore, almeno inquelle parti che hanno a percorrere leparli fuse della lega.