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con oro e con argento, e (li quelle stoffedi cotone tinte con nuovo magistero avermiglio ed a colori differenti, e di queifini lavori a maglie ; e dappertutto si me-raviglia di tanti prodotti che i tintori, gliorefici, i tessitori, i fabbri, i mereiai emolte altre professioni e fabbriche na-zionali presentano a decorare la festa del-le arti. Queste pubbliche esposizioni pos-sono altresì riguardarsi come una seriedi monumenti per la storia delle arti : ementre servono a far conoscere il valoredei nostri artefici ed operai, e 1’ avanza-mento delle arti medesime , conduconoil cittadino a meglio apprezzare i lavoriilella patria industria ed a dare a questila preferenza sugli stranieri.
L’immortale imperatrice Maria Te-resa sino dall’anno 1776, istituì in Mila-no una società d’uomini dotti contraddi-stinta col nome di Patriottica , che tantopromosse le arti manifatturiere e 1’ agri-coltura. Essa cessò, perchè alla forma dipubblico Istituto, per sopravvenuto am-pliamento di Stato, potè venire innalza-ta. Col decreto poscia del Governo ita-lico del dì g settembre 1 8 o 3 , venne sta-bilito che il giorno 1 5 del mese di agostodi ciascun anno nella grand’aula del pa-lazzo dell’ Istituto medesimo, si distri-buirebbero dei premii a quegl’ ingegniitaliani che avessero fatte utili scopertenell’agricoltura e nelle arti meccaniche,o che avessero inventati, perfezionali, otrasportali nel regno nuovi rami d’ indu-stria, nuove sorgenti di prosperità. L’an-no 1806 fu il primo in cui nello stabilitogiorno si diede principio in Milano allasolenne funzione della distribuzione deipremii d' industria, la quale senza inter-ruzione continuò per otto anni, sino al1814, in cui le vicende ili guerra ed ipolitici cambiamenti fecero sospenderela celebrazione di quella festa, che vennepoi ripigliata in Milano nel seguente au-
EsrosizioNB
no i 8 r 5 . Un decreto sovrano poscia or-dinò che nel Regno Lombardo-Veneto ,nuovamente formato dei Governi di Mi-lano e di Venezia , vi fosse ogni anno unconcorso generale, da tenersi vicendevol-mente in queste due città il giorno Ono-mastico dell’imperatore.
Nel primo decennio vennero distribui-te ai valorosi artefici ed operai, che sipresentarono al concorso, 35 medaglied’oro e 127 d’argento, e ne furono inol-tre disliuti 129 colla me ut io ne onorevo-le ; mentre nel secondo decennio il nu-mero delle medaglie d’ oro, che furonoconcedute in premio, ascende a 44 equelle d’ argento a a 3 o, e le menzionionorevoli a 178. Questo progressivo au-mento di premii dimostra che gl’ ingegnidella nostra bella Italia non rimasero sor-di agli eccitamenti del Governo, e chein essi non è ancora speuto l'amore perle utili discipline.
Gli Atenei di Brescia, di Treviso e diBergamo , e le Accademie d’ agricolturadi Verona e di Udine seguirono, nelleprovincie, I’ esempio delle due capitalidel Regno, animando coi premi e col-1’ onore della pubblica esposizione, gliartefici che si distinguono per nuovitrovati, per nuovi meccanismi a profit-to delle arti, e con nuovi utili prodottidel loro talento e delle loro fatiche.L’ Accademia Virgiliana di Mantova , inquella parte che è consacrata alle ar-ti ad ai mestieri , occuperà mai sem-pre una bella pagina negli annali dell’in-dustria. L’esistenza di questa benemeri-ta società risale fino all’ epoca felice deiprimi anni del regno di Maria Teresa, econta nei suoi fasti parecchie invenzioniimportanti e molte pregevoli manifattureche, richiamate dall’ obblio in cui sonolasciale, potrebbero figurare anche oggi-dì fra gli oggetti che si presentano allepiù ricche esposizioni industriali. Noi