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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Estinzione

accenneremo qui appresso ; ma ne saràduopo altresì indicare quegli abusi chedisgraziatamente gli resero quasi illusorii.

Per lo più i fondi pubblici sono al disotto del pari, vale a dire, che la cartelladi 100 franchi rilasciala dal tesoro per5 franchi di rendita non vale sempre 100franchi alla borsa. Il prezzo delle cartepubbliche è oltremodo variabile, ed ilrimborso legale non può farsi che al pa-ri. Ora qualunque volta la cassa di estin-zione ricupera delle rendite al di sottodel pari, essa paga con meno di imi fr.un debito di 100 fr. ; se, per esempio,ricupera al prezzo di o°, è cosa eviden-te che si saranno estinti 100 franchi con90. Può per altro avvenire che, quan-tunque 1" estinzione ricuperi aldi sottodel pari, tuttavia rimborsi il capitalead un prezzo generalmente più elevatoche quello ricevutosi dallo Stato, chiaroessendo, per esempio, che se ricuperasia 90 un prestito contratto a 84, lo Sta-to rimborsa un capitale di un 6 per toomaggiore di quello che ha ricevuto, ben-ché dovesse 100 franchi. E anzi un effettonaturale della estinzione di rendere ine-vitabile questa onerosa conseguenza, nonpotendo certo negarsi che comperandogiornalmente delle carte pubbliche , ladomanda regolare di esse che fa la cassadi estinzione contribuisce ad innalzareil prezzo dei fondi, e per conseguenza arendere più onerosi gli acquisti pel te-soro pubblico. Ciò è quanto in fallo suc-cede, ed osiamo dirlo, lo scopo cui ten-dono quasi tutti i Governi che adottaro-no il sistema dei prestiti. E loro interes-se di attrarre costantemente sugli impre-stiti ond’ essi dispongono una grandemassa di capitali oziosi, che, come e bennaturale, cedono alla speranza di un au-mento indipendente dalla fatica e dallacapacità individuale ; sicché la cassa diestinzione è più a riguardarsi qual pre-

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mio offerto a quelli che danno a prestitoche come un mezzo di liberare lo Statodal suo debito. Proveremo questa nostraasserzione.

Quando si apre ed accetta un prestitoi banchieri che vi sottoscrivono sonoben lungi dal possedere le enormi som-me che hanno promesse, e talvolta netengono appena la millesima parte ; maeglino hanno clienti che fecero una abi-tudine di affidar loro dei capitali per-chè li facciano volere, e che hanno unacieca fiducia nella loro abilità e buonafortuna. Al nascere di un prestito questipiccoli capitalisti si affrettano a prenderedei biglietti di rendite la cui massa ven-ne accordata ai loro banchieri, ed in talguisa questi ultimi emettono sovente ag 5 ciò che vendettero al Governo per90, ritraendo così senza esborso verunoun immenso benefizio pel solo fatto diessere rimasti aggiudicatarii. Se in ap-presso per varii motivi la rendita dimi-nuisce, la perdita ricade soltanto sopra iveri proprietarii di essa, ed i grandi so-scrittori non hanno perciò alcun pensie-ro. Vi ha però ancora di più, essendosiriconosciuto per esperienza che al mo-mento in cui si trattava di emettere i bi-glietti di un nuovo prestito, i banchieriaggiudicatarii facevano rialzare i fondipubblici con mezzi più o meno leciti edonesti, in guisa da approfittarsi di questofittizio aumento di valore per ottenerevantaggi, senza dei quali difficile sarebbespiegare l'origine della subitanea ricchez-za di alcuni fra loro. In [tari tempo checompare il nuovo prestito, i suoi fondidi estinzione contribuiscono anch’ essi atenerne elevato il prezzo, oltre alle causegenerali che producono lo stesso effetto;sicché in capo ad un certo tempo il va-lore è maggiore del pari, nè può quindiricuperarsi più il debito dalla cassa d’e-stinzione. In tal caso si emette il prestilo