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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Etichetta

ha luogo nello stesso verso e la leva sidice omodroma. (Bohavilla.)

ETICHETTA. Nei laboratoi usasiporre una etichetta od iscrizione sopratutti i vasi che servono a conservarequalche sostanza. La più semplice ma-niera di fare queste etichette è quella discriverle sopra uo pezzo di carta che poisi incolla sui vasi. La miglior colla a t;Juopo è quella che si ottietne facendo am-mollire e bollire la colla del falegnamenell’aceto forte, e inspessendo la massamentre bolle con farina di frumento. Es-sa incolla benissimo, e si può conservar-la molle senza che si putrefi, in un vasodi bocca larga, chiuso con turacciolo sme-rigliato. A tal modo si ha pronta semprela colla all’uopo. Alcuni vi aggiungonoun poco di cloruro di mercurio. Per farneuso, se ne prende un poca con una pic-ciola spatola, si riscalda alla iiamma diuna candela, se occorre, essendo troppodensa, e stendasi sulla carta. Invece diqueste etichette, Berzelio suggerisce discrivere sugli stessi Gaschi o sui vasi diporcellana con una penna intinta in uncolore rosso, preparato a tale oggettocon cinabro, vernice di succino e olio ditrementina. Questo colore si disecca pre-stamente, l’acqua non lo toglie, e occor-rendo si può facilmente lavarlo coll’ al-coole.

A Parigi ed a Berlino si fabbricanodei fiaschi colle etichette di smalto cottein fornace sopra i fiaschi medesimi, aquella guisa che indicammo all’ articoloboccia del Dizionario. Questi vasi sonoutili per conservare i reagenti che ado-peraci più di frequente, ed è necessarioesserne provveduti. E cosa pure assaicomoda il far porre sulle bocce un fondodì smalto bianco sul quale si può scri-vere poi col colore testé indicato ; po-tendosi in tal guisa cangiare l’iscrizionequando si vuole.

Sappi. Dii. Tecn. T. VII.

Etiope iyy

I botanici hanno bisogno di contras-segnare col loro nome le piante ed usanoa tal uopo etichette di varie forme e ma-terie, essendo alcune rotonde, altre ovali,altre triangolari e facendosene di carta,di cartone, di pergamena, di legno, dipiombo, di latta, di ardesia, di terracotta o di maiolica.

Quelle di carta non possono usarsiche nelle stufe, negli stanzoni od in simi-li luoghi riparati dalla umidità ; taluniper altro le usano anche all’aria apertaponendole rotolate,o, meglio, distese, en-tro un cilindro di vetro chiuso alla partesuperiore e talvolta anche all’ inferiorecon un turacciolo, attraverso del qualepassa il fusto di legno <> di ferro dell’ e-tichetta. Quando questa è distesa si puòfacilmente leggerla attraverso il vetroche la ricopre.

Le etichette di pergamena non hannoche assai breve durata a meno che nonriparinsi alla stessa guisa che quelle dicarta. Quelle di ardesia e di legno pos-sono economicamente rinnovarsi, ma so-no poco durevoli poiché le prime sispezzano facilmente, e le seconde marci-scono cancellandosi lo scino che vi siera fatto sopra. Le etichette di latta ado-peraci in alcune scuole di botanica; maquelle di terra cotta, per quest’ uso so-no migliori ; quelle di maiolica piatte oconvesse sono più belle delle precedenti,ma hanno il difetto di essere troppo co-stose e troppo fragili. La sostanza chesembra più conveniente per le etichettedelle piante si è la lamina di piombo, laquale facilmente riceve le impronte chevi si vogliono fare ed è di lunghissimadurala.

(Berzelio—Decandoi.le)

ETIOLOGIA. Quella parte della fisi-ca che espone le cause dei fenomeni.

(Bonavili.ì.)

ETIOPE. È stato dato questo nome

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