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Dell idrogeno . A ([nella stessa mauie-i ;i che l’aggiuuta dell’idrogeno ai gas con-tenenti ossigeno, e la combustione del mi-scuglio, sel ve a determinare le proporzio-ni dell’ ossigeno, l’aggiunta di questo gasa quelli contenenti idrogeno, e la combu-stione, servono a determinare la propor-zione dell’idrogeno stesso; quindi è chequanto dicemmo relativamente all’ossige-no analizzato coll’idrogeno è in questo casoapplicabile, ed anzi non si hanno altri mez-zi che quelli per conoscere le proporzionidell’idrogeno contenute in un dato gas.
DeW acido carbonico. La frequenzadelle circostanze in cui svolgesi questogas nelle operazioni licite arti ed il per i-colo della vita di quelli che incautamen-te si espongono a respirarlo quasi puro,rendono importante l’indagarne le quan-tità contenute là dove souo sostanze intermenlazmue o in Combustione. Deter-minasi la proporzione dell’ acido carbo-nico in un dato gas introducendo cento[nuli di questo in un tubo graduato, fa-cendovi passare un frammento di potassaresa caustica colla calce, agitando e mi-surando di nuovo, coll’avvertenza di ri-stabilire ad ogni osservazione alla mede-sima altezza il livello del liquido all’ e-steruo e all’ interno. Affinchè però sipotesse sperare un esatto risullainento,converrebbe poter disporre di una ti-nozza a mercurio, e trattandosi di doverraccogliere 1’ aria, per esempio, di uncammino, di un pozzo profondo, di unafogna e simili, troverebbesi un ostacolo,oltreché nel costo del mercurio, anchenella difficollà di maneggiare gli apparatiriempiti con esso. Per evitare queste dif-ficoltà Gaullier de Claubry adoperò uel-1 occasione del votameuto di una fogna aParigi , un mezzo alla purlata di tulli e'•a cui applicazione non presenta veruna»p-sa uè difficoltà, consistendo uell’udo-peiuse una soluzione saturata di un chi-
Eudiometkia
logramma di solfato di magnesia in militro di acqua, la quale non assorbe sen-sibilmente gli acidi carbonico e idrosol-forico : misuransi rapidamente questi gasfacendoli passare in un tubo graduato ri-pieno di acqua, e vi si la poscia arrivarela potassa ; senza questa precauzione la[lutassi) precipiterebbe la magnesia, e sic-come il liquore ne contiene molta, co-sì diverrebbe poltiglioso. Crediamo chevi sarebbero alti e sostanze scevre daquesto difetto da potersi sostituire almercurio ed al solfalo di magnesia, e sa-rebbero forse di questo novero quelleoleose, facendo uso delle quali, la solaavvertenza necessaria nell introduzionedella potassa sare bbe quell a di usarlabagnata acciocché nel passarla per l’olio,questo non vi aderisca impedendo lasua azione assorbente.
DeJC acido idrosolforico. Se il gas haun odore di ova putride è un indizio checontiene dell’ acido idrosolforico il qualeviene assorbito dalla potassa insieme col-l’acido carbonico. Per conoscerne la pro-porzione conviene agitare a parte un’ al-tra porzione del gas da analizzarsi conuna soluzione di acetato di piombo cuisi è aggiunto un poco di aceto. La dimi-nuzione del volume indica la proporzio-ne dell’acido idrosolforico, siccome perònell’altra porzione trattata colla potassasi souo levati ambidue i gas cosi per co-noscere la proporzione dell’acido carbo-nico fa d’ uopo in tal caso sottrarre unassorbimento dall’altro. Diamo un esem-pio : Supponiamo che 100 parli di gassiensi ridotte pel contatto della potassa a96,76 ; ciò mostrerà che contenevano5,25 di gas suscettibile di essere assor-biti dalla putassa ; supponiamo però chealtre 100 parti dello stesso gas trattatecoll’acetato acido di piombo abbiano da-to un assorbimento di t,a 5 ; sottraendoIqucsLa secouda quantità dalla prima, si