Edpionb
EUODIA. Così chiamò Teissier Pre-vost quell’ aroma che ottiene dai fiorimediante la gomma, col metodo di cuiparlammo all’articolo estratto.
(G.**M.)
EUPATORIO. Una specie di questapianta è comune in Europa , cresce neiluoghi umidi e fiorisce alla fine d’estate.Le sue foglie e le radici hanno un saporeamaro ed un forte odore aromatico, edusansi in medicina come aperilive le pri-me, e purgative le seconde. Trovandosispesso abbondantissima questa pianta, edando molto fogliame può giovare ta-gliandola al punto in cui entra in fioreper riscaldare i forni, per trarne dellapotassa, o finalmente per farne strameed aumentare la massa dei letami. Si e-strae da questa pianta una sostanza cuidiedesi il nome di eupatorina.
(Rose )
EUPIONE. Dalla distillazione seccadella maggior parte delle sostanze orga-niche ottengonsi, fra le altre sostanzedue olii pirogenati scoperti dal chimicoalemanno Reichenhach, l’uno solido, eche venne chiamato paraffina ( V. que-sta parola), l’altro liquido, cui diedesi ilnome di eupione dalle greche voci gii,buono , e Trfor, grasso. Quest’ ultimo ac-compagna sempre la paraffina, e vi ade-risce ostinatamente, ma può però sepa-rarsene mediante l’alcoole, il quale allatemperatura ordinaria non scioglie sensi-bilmente la paraffina, e bollente ne scio-glie soltanto 5,45 per cento, e scioglie’/33 per cento di eupione alla tempe-ratura ordinaria, ed una quantità quasiillimitata a caldo.
Secondo Reichenbach, se ne ottienedi più distillando i corpi nitrogenali.Separasi il liquido nel tempo stesso del-la paraffina quando questa purificasi col-1’ acido solforico concentralo, l’er otte-nerlo si mesce l'olio empireumatico con
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un peso eguale di acido solforico con-centrato, ed esponesi il miscuglio al ca-lore del bagnomaria. Separarsi 1 ’eupio-ue e la paraffina, e galleggiano alla su-perficie, mentre l’olio rimanente si trovacombinato coll’acido, al quale comunicauna tinta nera. Si separano, si trattanouna seconda volta con un peso ugualedi acido solforico concentrato, al qualeaggiungesi un terzo di nitro, e si distillail miscuglio finché sieno stillali i 5 quar-ti dell’olio ; d’ordinario rimane della pa-raffina. L’ acido nitrico strugge 1 ’ oliostraniero che rimaneva, ed i residui ab-bisognano di venire nuovamente lavalicollo stesso acido per ispogliarneli deltutto. Si tratta 1 ’ olio alternativamentecoll’ acido solforico concentrato, e conuna lisciva di potassa concentrata, finchéquest’ultima non rimanga più colorita inbruno. Lo si stilla poscia coll’acqua, ediseccasi nel vuoto sopra un vaso con-tenente dell'acido solforico. E puro com-piutamente quando si può farlo bollirecol potassio senza che questo perda lasua lucentezza; ma per averlo a tale gra-do di purezza è forza d’ ordinario scal-darvi alcuni frammenti di potassio, fin-ché questo produca de’ fiocchi bruni.
L’eupione ha le seguenti proprietà. Escolorito e trasparente : non ha nè odo-re nè sapore. Al tatto offre qualche ana-logia coll’olio di trementina. Non è con-duttore dell'elettricità. Alla temperaturadi 22 0 la sua densità è 0,740- E' flui-dissimo, e serba tale fluidità anche a— 20°. Fra t 9 0 e 1 finche è il suo pun-to di ebollizione, si dilata di un quintodel volume che occupa a 1 9 0 . Stilla sen-za alterarsi, e senza che accrescasi il suopunto di ebollizione. Produce sulla car-ta una macchia di grasso che poi spari-sce. E' difficile infiammarlo senza l’aiutodi un lucignolo; ma col mezzo di questoarde con fiamma chiara e lucente, e senza