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degli acquirenti ed il profitto del pro-duttore.
Se adunque quegli che fa un oggettodi consumo vuol divenirne fabbricatore,nel senso più generale di questa parola,non dee limitarsi a studiare i priucipiimeccanici dai quali può dipendere labuona esecuzione de’ suoi prodotti ; madee inoltre accuratamente disporre tuttoil sistema della sua fabbricazione in gui-sa da poter dare i prodotti al più bassoprezzo possibile. Quand’anche un mani-fattore non sia condotto ila questi motivi,la gara, che è inevitabile in ogni paesemolto incivilito, è un pungolo assai pos-sente per eccitarlo ed obbligarlo allo stu-dio di quei principii di privata economiache presiedono a qualsiasi fabbricazione.Ad ogni ribasso che provano nel loroprezzo di vendita i suoi prodotti, gli èduopo cercare compenso diminuendo diuna qualche quantità la spesa di alcuneparti della sua fabbricazione, e lo animavieppiù a questa ricerca la speranza dipotere, alla sua volta, vendere a migliormercato de’ suoi concorrenti. Per qual-che tempo il profitto di queste invenzio-ni è tutto per quelli che le imaginarono,ma ben presto, quando una sufficienteesperienza fece conoscere la utilità loro,vengono generalmente adottate, fintanto-ché sono poi soppiantate da altre inven-zioni più economiche ancora.
I vantaggi delle grandi fabbriche inconfronto dellepiccole officine sono mol-tissimi, ed i principali dipendono spe-cialmente dalla maggiore facilità che viha in esse di adottare la divisione del la-voro, e 1’ uso delle succhine come aquelle parole potrà vedersi ; ma moltialtri pure ve ne ha dei quali qui parle-remo un po’ estesamente, e perchè leconsiderazioni relative a questo argo-mento sono pegli industriali della mag-giore importanza, e perchè i priucipii di
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economia generale che presiedono albuon uso dei mezzi meccanici e che re-golano l’istituzione delle grandi mani-fatture, sono essenziali elementi dellaprosperità di qualsiasi nazione che nonvoglia rinunziare assolutamente a duedelle maggiori fonti della pubblica ric-chezza, cioè all’ industria ed al commer-cio. Con tuttoché 'adunque 1’ esempiodella grandiosità ogni dì maggiore dellefabbriche de’ paesi [tilt inciviliti e deirisultamenti con esse ottenutisi potesse,senza altro esame, avere per noi l’autori-tà di una dimostrazione, tuttavia andre-mo qui particolareggiando questo argo-mento e mostrando ad una ad una leprincipali ragioni per cui le grandi ma-nifatture riescono e più utili e più per-fette che non lo siano le piccole.
Le materie prime che servono allafabbricazione devono successivamentepassare da un’ officina a quella che se-gua immediatamente, secondo 1’ ordinecon cui le diverse operazioni cammina-no ; questo trasporto dee farsi con laminore spesa possibile anche quandotutte le officine sieno riunite in un me-desimo stabilimento . Allorché questematerie prime sieno pesanti, questo pesorende vieppiù importante 1’ avvertenzadi scemare il bisogno dei trasporti ; maanche quando i materiali sieno leggerialtri gravi inconvenienti cui si va incon-tro sovente nello spostamento di questimateriali inducono il proprietario dellafabbrica a riunire tutte le varie opera-zioni in un solo edilìzio. Questa osser-vazione applicasi, a cagione d’ esempio,all’arte di tagliare e polire i vetri. Varieoperazioni invece di altre manifatture,come, per esempio, degli aghi, si fannodagli operai nelle loro case, il qual mo-do, che presenta a dir vero speciali van-taggi per le_ famiglie degli operai, nonpuò adottarsi se uou che nel caso in cui