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gliarne due e'1 anche più in uua volta : ie poiché abbiamo supposto che avesse cuno o due operai meccanici,così dee re- sgelare il numero de’ suoi telai in modo iche la manutenzione in buon stato di iquesti telai e della macchina a vaporepossano occupare tutto il tempo di essi !L’introduzione della macchina a vaporeavrà tosto due effetti ; il primo, che itelai cammineranno con doppia velocitàdi quello che facevano colla forza dei-1’ nomo : il secondo che ogni uomo, di-spensato dalla fatica fisica, potrà, comedicemmo, sorvegliare due telai ad untratto ; donde ne risulterà che ogni uo-mo farà tanto lavoro quanto ne facevanoquattro dapprima. Da principio tuttaviail vantaggio delle macchine non era tan-to grande, poiché la rapidità del movi-mento delle varie parti di un telaio dipende da due cose, cioè dalla forza delfilo da una parte e dall’ altra dal gradodi velocità conveniente ad incominciarea porlo in moto, e queste due condizio-ni erano difficili a riunirsi. Ben prestoperò nacque un’ invenzione che permisedi cominciare il movimento lentamenteed accelerarlo poscia progressivamentein maniera da ottenere una velocità as-sai grande e tale che non potrebbesisenza danno comunicarla istantaneamen-te al telaio. Mediante questa invenzionela velocità dei telai venne portata fino acento o cento e venti colpi al minuto.
Seguendo sempre gli stessi principii,la fabbrica trovasi ingrandita per modoche la illuminazione durante la notte di-viene una spesa di qualche rilievo, e sic-come vi sono più individui dello stabili-mento che vegliano tutta la notte, cosìquesti potranno sorvegliare un appara-to di illuminazione a gas, e siccome sihanno pure meccanici che possono fab-bricare e tenere in buono stato qualsiasimacchina, così la costruzione dell’appa-
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reechio pel gas diviene un’aggiunta ne-cessaria alla fabbrica, e scemando le spe-se di illuminazione e i rischii di fuoco,contribuisce a diminuire il prezzo totale■iella fabbricazione.
Gran tempo prima che la fabbrica ab-bia acquistato un sì grande incrementosarà stato necessario di stabilire un offi-zio di contabilità con impiegati per pa-gare gli operai, per vedere se vengonoall'ora dovuta e per mantenere le rela-zioni con quegli agenti che provvedonoi materiali, e con quelli che sono incari-cati della vendila dei prodotti.
Abbiamo veduto che il risullamentodell’ applicazione della divisione del la-voro e dell’ azione delle macchine allegrandi manifatture si era quello di sce-mare il prezzo dei procioni, e elle que-sto ribasso produce 1’aumento delle do-mande ; così a grado a grado, per elicilodella gara, e per la speranza di realizza-re grandi guadagni, arrischiatisi ingenticapitali nella fondazione di grandi strilli—
' limenli industriali. Esaminiamo ora l’in-i fluenza di questa massa di capitali di-: retta sopra un solo punto. Il primo suo■ effetto si è quello di dare il maggioresviluppo possibile al!’ adozione del ge-i nerale principio della divisione del la-voro. Non solamente con questa massai di capitali si può procurarsi per ognii parte della fabbricazione la quantità pre-cisa di abilità che occorre all’esecuzione, di essa ; ma si stabilisce lo stesso sistemadi economia dalla compera dei materialifino alla vendita dei prodotti ultimati ela consegna di essi al consumatore. Unsistema cosi generale aumenta notabil-mente la quantità di lavoro prodottoda un dato numero di individui, e pro-duce direttamente 1’effetto di un granderibasso nel prezzo della merce oil’ertaall’ acquirente.
Fra le cagioni che tendono a diminuire