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aerine da persona il cui carattere eraconosciuto dal fabbricatore inglese e nonavevano nessuna sottoscrizione o soltan-to il nome di battesimo del committente.Le,ordinazioni furono eseguite nè vi eb-be giammai irregolarità alcuna nei paga-menti.
Citeremo ancora un’ altra circostanzache, quantunque di non glande impor-tanza, pure è assai più vantaggiosa allefabbriche grandi che alle piccole. Alcunigoverni accordano all’ esportazione dicerte merci un ribasso sul dazio d’ im-portazione delle materie prime che ser-vono a farle. In tal caso esigesi che ven-ganq adempite alcune formalità per evi-tarcela frode, ed a tal uopo un impiega-to od un socio di ogni casa commercialedee accompagnare alla dogana le mercidestinate all’ esportazione. I piccoli fab-bricatori, che in generale non possonoesportare che assai piccole quantità, per-dono talvolta più di tempo che non ri-traggano di vantaggio dà questa misura,mentre invece 1’ agente di una grandecasa trova ampio compenso del tempoimpiegato, ricevendo migliaia di scellini,mentre invece 1’ altro uon riscuote chepochi franchi. Lo stesso dee dirsi delpari di tutte le altre relazioni con la fi-nanza per daziare le merci od altro cheriescono senza confronto più costose edincomode per le piccole che per le gran-di spedizioni.
Molti grandi stabilimenti inoltre im-piegano certi materiali che ci provengo-no da lontani paesi, e spesso ancora chenon si trovano se non se in alcuni luo-ghi particolari. Lo scoprire un puntosconosciuto ove abbondino questi mate-riali è un oggetto della maggiore impor-tanza per uno stabilimento che ne fagrande consumo ; quindi alcuni fabbri-catori credettero talora conveniente dispedire in rimoti paesi degli agenti inca-
Fabkricarb
ricati di scoprire e raccogliere di questiprodotti, e la spesa di questo viaggio eraampiamente compensata dal risultaraen-to. Così le nevose montagne della Sve-zia e le rocce cocenti della Corsica ven-nero spogliati di uno de’ loro prodottivegetali dagli agenti di una delle piùgrandi officine di tintura dell’ Inghilter-ra. In questi tentativi i fabbricatori de-vono sempre avere a norma la quantitàdi capitali onde può disporre il loro sta-bilimento, e la grandezza delle proprieoperazioni, a fine di vedere se gl’ in-troiti permettono loro di spedire de-gli agenti per esaminare i bisogni edil gusto dei lontani paesi e di fare de-gli esperimenti vantaggiosi alle grandifabbriche, ma di molto danno alle pic-cole i cui mezzi sono più limitati. Que-sta opinione è dimostrata estesamentenella relazione del Comitato nominatonel 1 8o6 dalla Camera dei Comuni in-glesi per l’esame sul commercio delle la-ne, e non crediamo poter meglio termi-nare questo articolo che con un estrattodi questa relazione che riassume i van-taggi che vi ha nel fabbricare piuttostoche fare , e nel dare alle manifatture lamaggiore estensione onde sono capaci.
« La Commissione, diceva il rela-tore, ha la soddisfazione di vedere chei limoli concepilisi sovente contro legrandi fabbriche non solo partono daun falso principio, ma sono anche erro-nee in pratica a tal segno che possonosostenersi principii affatto opposti coumolla ragione. Certamente non sarebbedifficile provare che le fabbriche di unaalta classe, per lo meno al tempo in cuisiamo, sono indispensabili alla prosperi-tà del nostro sistema interno industriale,dandogli alcuni clementi di riuscita chetuttora gli mancano; poiché è cosa evi-dente non potersi i piccoli manifattorideterminare, come può farlo chi possedè