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Tomo XXI. [Supplimento.]
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FaBBB*CAR*

un grande capitale, a tentare i «aggi ne-cessairi, u correre i rischii, a subire leperdite die sempre accadono nei primimomenti dell' invenzione e del perfezio-namento d’una nuova specie di prodottoo quando si porta ad una maggiore per-fezione una manifattura già conosciuta.

Il piccolo manifattore non può co-noscere personalmente i bisogni, le abi-tudini, le arti, le fabbriche e i per-fezionamenti dei paesi stranieri. L’accu-ratezza, la economia, la prudenza devo-no essere le sue qualità, e non già 1’ in-venzione, l’amore ed il coraggio delle in-traprese che potrebbero fargli grave dan-no se loro si abbandonasse ; poiché laprobabilità di un buon esito non potreb-bero per lui compensare la perdita diuna piccola parte del suo capitale. Cam-mina in una strada sicura, segue le viepiù battute, nè può deviare da verunaparte per entrare nel sentiero della spe-culazione. Il grande manifattore all’ op-posto, possedendo per lo più un grandecapitale ed avendo a sua immediata dis-posizione tutti gli operai che egli impie-ga, è al caso di fare degli esperimenti, di

Fabbro 4^7

lavorano che per l’interno, approfittanodelle prove di queste grandi fabbricheche furono da prima l’oggetto della lorogelosia. Onesta verità è pienamente di-mostrata dalla storia di quasi tutte lenostre grandi manifatture, i cui ultimiperfezionamenti non si ottennero checon enormi spese e dopo molti esperi-menti infruttuosi. Inoltre vi è un altrofatto del pari dimostralo, ed è che igrandi manifattori fanno sovente grandiacquisti nei depositi pubblici ove espon-gono i piccoli manifattori, e prendonoque’ prodotti analoghi ai loro che que-sti possono somministrare, per pronta-mente soddisfare ad una grande ordina-zione che venne loro bitta da un mo-mento all’ altro , e per serbare unamaggior parte dei loro capitali e deltempo dei loro operai alla fabbricazio-ne di oggetti di lusso, più delicati, piùdiligenti e più cari che fanno eseguiresotto i loro proprii occhi. Così questidue sistemi di fabbricazione si dannoreciproco aiuto, e,ben lungi dal nuocer-si, ognuno di essi somministra all'altro ciòche gli manca e coadiuva alla sua pro-

tentare delle speculazioni, d’inventare sperità. »

mezzi di esecuzione più solleciti o piùperfetti, finalmente di migliorare gli an-tichi metodi, o portando così d’oggettoin oggetto i frutti del s'uo gusto o del

(Babbage .)

FABBRO. Si dà questo nome, comeabbiamo veduto nel Dizionario , a quel-1’ operaio che lavora il ferro dandogliquelle forme diverse che dee avere me-

la sua fantasia, egli soltanto riduce le no- diante l'aiuto del fuoco; è più partico-stre fabbriche a quel grado di perfezio-jlarmeute quello adunque che dà il pn-ne che le rende capaci di reggere neglijmo lavoro grossolano. I lavori successi-altri paesi alla gara delle fabbriche este-|vi del ferro per ridurre a maggior com-re. Vi ha un fatto degno di attenzione ejpimento gli oggetti fatti con esso spetta-che viene confermato dalla esperienza ; no più particolarmente al magnano ed aled è che quando il buon esito di quesloJc.HiAVAio per quella parte che concernanuovo genere di fabbriche o di questo il lavoro delle chiavi e delle serrature;

nuovo trovato è dimostrato dalla espe-rienza, essi diffbndonsi tosto e si estendo

così pure agli articoli magona, ferrierae ferro spetta il discorrere di tutte quel—

no a tutte ^le fabbriche dello stesso ge- ; le primitive operazioni cui assoggettasi ilnere ; di modo che da ultimo quelle di|ferro per ridurlo a quello stato nel qua-una secondaria importanza, le quali non le si trova in commereio.