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pano della natura dell’acciaio, « che pos-sono temperarsi in parte come quello. «Per questo oggetto appunto i fabbri li <preferiscono per farne coltri e vomeri «di aratro; ma non sono atti per quei la- 'vori che devono reggere a molta forza, (come le sale delle vetture. Nel lavorarli Ioccorrono le avvertenze medesime che 'per l’acciaio. i
I ferri crudi devono con grande ri- 1guardo trattarsi anche nel batterli a :caldo. I
Scelto il ferro dietro queste nvvertenze, per renderlo molle a segno da potereessere battuto col martello, si dee ri-scaldarlo a un dato grado, il che non ècosa facile, e ciò che importa innanzi atutto si è di sapere quale combustibiledevasi usare secondo i casi ( V. carso*fossile). In alcune professioni, quale siè, per esempio, quella dell’orefice, nonsi può riscaldare che col carbone di le-gna, imperciocché la menoma particelladi zplfo basterebbe a guastare irrepara-bilmente un oggetto nel cui lavoro sifosse dedicato molto tempo, spesa e fa-tica : in tutti i casi quindi nei quali de-vonsi fare saldature a forte, il carbonedi legna è preferibile. Si può anche la-vorare il ferro riscaldandolo con questostesso carbone che è meno comodo delcarbon fossile, col quale si stabilisce e simantiene con più sicurezza il fuoco dellafucina. Fra molte varietà di questo ulti-mo carbone distingnonsi principalmentequello grasso e quello magro ; il primoviene preferito, ma siccome è soggetto acontenere dello zolfo, così se si vuoleadoperarlo utilmente , conviene primaprivamelo, imperciocché il ferro che siriscalda con un carbone solforoso riescefacilmente bruciato e senza coesione. Ge-neralmente si dee preferire il carbonepolveroso che rimase lungamente espo-sto all’ aria.
Fabbro
Nou entreremo qui nelle partioolaritàrelative alla costruzione «Iella ssjcira per-chè questa costruzione varia secondo idiversi mestieri, e perchè ci occuperemoli quanto la riguarda in generale in arti-colo separato. Consiglieremo qui soltan-to l’uso delle piastre a buccolarb mobilie quello dei buccolari a serbatoio d’ a-cqua (V. ugello) e dei mantici alla Ra-bier, o d’altri a serbatoio d’aria conden-sato i quali diano un soffio continuo,forte o moderato come si vuole.
Per ottenere il grado di calore neces-sario perchè il ferro possa lavorarsi fa-cilmente, secondo la sua qualità, è duopoche il pezzo che si lavora sia penetratoin tutta la sua grossezza, poiché se ilferro è molto riscaldato all’esterno e cheil centro ne sia meno caldo, si corre ri-schio di rendere il ferro paglioso nelbatterlo, vale a dire di produrvi dellefenditure le quali formano soluzioni dicontinuità fra le molecule di essa. Se siha da riscaldare una grossa spranga nonconverrà fin da principio sforzare il fuo-co, nel qual caso il ferro brucierebbeesternamente prima di essere caldo ab-bastanza nell’interno. Quando trattasi diferri minuti possonsi questi riscaldare abella prima al grado conveniente perchèvengono facilmente attraversati dal calo-re ; ma in allora duopo è invigilare spe-cialmente per non bruciarli. La portatadel soffio relativamente alla lunghezza del-le spranghe da riscaldarsi dipende dallaforza dei mantici e dalla grandezza deldiametro del foro del buccolare. Nellefucine dei fabbri il massimo diametro dii questo foro varia fra 37 e 5 o millimetri,i e la divergenza del soffio, alla distanza1 conveniente per collocarvi la spranga, è■ di circa 108 millimetri. Ouinili allorché: si vorrà dare un caldo sopra una mag-- gioie lunghezza, gioverà rimuovere laspranga nel fuoco traendola a sé e spi-