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Tomo XXI. [Supplimento.]
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456 Fagiuoli

va seminalo alla fine di maggio, e biso-gna sarchiarlo con diligenza, e soprattut-to avvertire che non sia ingombrato, eche le piante non si ombreggino a vicen-da. Si raccoglie alla fine dell'autunno. Isemi tostati dapprima risvegliano la sen-sazione del caffè ; ma polverizzati e fat-tane una bevanda a somiglianza di caffèsono una cosa ben cattiva. Tale è il giu-dizio che molli, avendolo esperimentato,ne diedero ; pure taluno ancora ne col-tiva. Questa specie ha il prezioso vantaggio di resistere a siccità continuate, ed èassai produttiva, ma i legumi di essa so-no quasi ini possibili a cuocersi, ed han-no sempre un cattivo sapore.

(Filippo Re —Oscar Leclerc Thouin.)

Fagiuoi.o romano e fagiuolo turchi-no. In Toscana si danno entrambi que-sti nomi, come pure quelli di girasoleo mirasole al ricino (Y. questa parola).

(Alberti.)

Fagidoli. In generale sono lamined 1 oro o d’ argento sottilissime od anchedi rame dorato od inargentato che ag-giungonsi ai ricami, e mettonsi nei gallo-ni o nei nastri. Queste lamine, che otten-gami sottilissime col laminatoio, hannotalvolta una delle loro superficie tintadi color rosso, azzurro, verde, eo., ecoperta di una vernice che stendesi u-gnalmenle sul colore e sulla superficiedorata o inargentata. Quando questavernice è ben secca, si passa il tutto dinuovo fra i cilindri del laminatoio, colche assottigliatisi maggiormente le laminee rendesi lo strato di vernice perfettamente uguale. La lucidezza del metalloche traspare attraverso il colore e lavernice aggiugne alle tinte maggiore vi-vacità. Il modo di preparare queste la-mine di varii colori venne descritto al-l’articolo orpello del Dizionario. Conqueste laminette si fanno varii pezzettiuniformi pcgli usi anzidelti, i quali, se-

Faina

condo la figura loro, diconsi granone, lu-strino, semino o paglietta (V. questeparole ).

(G.**M.)

FAGOPIRO. Y. SARACENO.

FAGOTTO. Questo strumento, lacui forma venne descritta estesamentenel Dizionario , dicesi inventalo da certoAfranio, canonico di Pavia , nel i53g.Alcuni fanno derivare il nome di fagottodalla somiglianza che hanno ad una spe-cie di fardello i suoi tubi riuniti.

Un fabbricatore di strumenti da fiatodi Lione, nominalo Simiot, fece nota-bili miglioramenti al fagotto, ed il tede-sco Almenrader intraprese recentemen-te varii cangiamenti riguardo alla posi-zione de’ buchi e delle chiavi del fagot-to, aggiungendone pur anche di nuovi,col qual mezzo i passi che altre vollecredevansi ineseguibili su quello strumen-to, vi si suonano ora con somma facilità.

(D z.. delle Origini.)

FAINA . Animale del genere dei mar-tori, che nei paesi di montagna reca nondi rado grave danno ai coltivatori, man-giando le loro galline, i loro piccioni edanche le «va, ciò che rende di mollointeresse 1’ imparare a distruggerlo.

La faina ha il corpo lungo più di unpiede ed alto mezzo piede; il suo coloree un marrone oscuro, eccettuala la golaeh’ è bianca ; la sua coda è vestita dilungo e folto pelo. Si allunga essa consi-derahilmente quando vuole ; salta c bal-za piuttosto che camminare; si arrampi-ca facilmente pegli alberi e pei muri;s’accoppia due volle all’ anno, a metàdell’inverno ed a metà dell’estate, e sisgrava di tre e fino a sette per ogni por-tata. Questi animaletli pervengono a tut-ta la loro grandezza dopo un anno, ciòche, secondo i calcoli di Ruffon, fa pire-sumere, che la faina possa vivere 8 »io anni. Un liquore giallastro e d’ un