i oo Inchiostro
Finalmente si fa anche un inchiostrobianco per iscrivere sopra carta di colo-re cupo o nera con cerussa ben polve-rizzata e stemperala in acqua di gommao con iscorzi di uovo macioati e stempe-rati in acido acetico con un poco di gom-ma ammoniaca.
La facilità con cui varia di colore il suc-co di viola lo rende atto a dare variicolori secondo la preparazione deila car-ta. Così sulla carta naturale dà un colo-re azzurro che trae al violetto; sopracarta resa acida uu rosso ; sopra unaalcalina un verde, e sopra una im-bevuta di una tintura di ferro dà uncolor nero. Questo succo non è pe-rù utile che per fare qualche Scherzopiacevole.
( Bu.gden — Bostok — li. Gaul-
TIER DE ClaCDUY -lìlCHARD PHILLIPS-
II. Stepuens — Giovanni Pozzi —
G**M.)
Inchiostro da stampa. V. Inchiostrocalcografico e tipografico.
Inchiostro deifiunghi. Da molto tem-po avevano osservato i botanici che al-cuni funghi della famiglia degli agarici,ad un certo periodo della loro vegetazio-ne cadevano in deliquescenza e formava-no un liquido di color nero, le cui pro-prietà non erano tuttavia state studiate.J. 11. Coxe, professore di materia medi-ca all’università di Pensilvania , pensò chequesta singolare proprietà potesse averequalche utile applicazione, e fece dietroa ciò alcune prove che pubblicò nou haguari.
Avendo raccolto uno di questi fuoghideliquescenti, lo depose sopra un fogliodi carta bianca e ve lo lasciò fino all' indomani: osservò allora che alcune goccedi un fluido atramentare, feltrate eranoattraverso la carta tenendola in nero.Pouendo poi questo fungo sopra unapiastra di vetro cadde tutto in deliqoe- 1
Incikostro
scenza, tranne gl’ inviluppi o membraneesterne. Il colore del fluido in tal guisaottenuto, era piuttosto quello di un bi-stro molto carico che nero ed abban-donandolo alcune ore sul vetro se ne se-parò un sedimento solido ed uno liquidoa tinta meno carica che soprannotava.Raccolse adunque una sufficiente quan-tità di questo licore assoggettando allastessa operazione molti funghi della me-desima specie ed ottenne con 1’ eva-porazione un estratto di colore piuttostointenso con le due porzioni combinateche conteneva il liquido e che senza que-sta operazione sarebbersi separate 1’ unadall'altra. Avendo fatto il saggio di que-sta materia trovò che dava con 1’ acquaun eccellente colore, paragouabile al bi-stro ed ottimo pel disegno mescendolocon un poco di gomma.
Adoperò il Coxe anche il fluido allostato fresco per inchiostro da scrivere,facendo con esso varii scritti e disegni,ma non tardò ad avvedersi che i can-giamenti che subiva erano troppo rapi-di per poterlo far servire a quest’ uso :si ridusse quindi a farlo seccare più sol-lecitamente che fu possibile con 1’ eva-porazione spontanea, poscia ad usarlostemperandolo con 1’acqua. Vaiii scrittifatti con questo ultimo liquido e lasciatiesposti alla luce solare per varii mesinon si alterarono che assai leggermente.Provò allora il Coxe gli effetti del cloro,dell acido idroclorico e del gas ammo-niaco, i quali vi produssero pochissi-mo effetto, ad eccezione dell' acido idro-dorico gassoso che affievolì considere-volmente la tinta nera degli scritti. Poseanche alcuni frammenti di questi fuoghifreschi in una soluzione di sublimato cor-rosivo, il quale impedì che cadessero indeliquescenza; 1' alcole produsse lo stes-so effetto.
1 II fluido simile al bistro od atramen-