ioa Inchiostro
scegliere quelle specie che danno il fluido atramentafa della maggiore inten-sità.
(J. R. Coxe.) .
Inchiostro della Cina . A quanto rife-risce Dioscoride sembra che i Greci edi Romani usassero per iscrivere un in-chiostro simile, a quello che si dice og-gidì della Gina. I Cinesi importavano daCorea questo inchiostro fino da! 620, co-me vedemmo nel Dizionario , ma sembrache soltanto verso l’anno goo giugnesse-ro a perfezionarlo. Ci giugne, come tuttisanno,in pezzi rettangolari 0 cilindrici,so-lidi, neri, leggeri, a frattura vitrea, chehanno odore di muschio e con caratteri efigure segnati in rilievo e dorati soprauna o più facce. Il metodo di prepararlo ètenuto gelosamente secreto; tuttavia mol-te descrizioni, o piuttosto congetture in-torno ad esso si pubblicarono. Abbiamoriferite nel Dizionario le ricette date dalDuhalde, da Ilermaun e da Thomson.Nicola Trigault dice, che raccolgono ilnero fumo sulle lampane ad olio e loimpastano con colla di pelle d’ asino odi bue. John opinava dapprima che1 ’ inchiostro della Cina fosse compostodi seppia e nero fumo di legne resinose,ma poscia dichiarassi convinto che sicomponeva di un carbone assai fino, diun poco di muschio,di canfora e di collaanimale. Fino dal primo suo comparirein Europa si disse che componevasi dinero fumo di pino 0 di olio mesciuto agelatina di corno di cervo, muschio e can-fora, e questa supposizione fu conferma-ta da chimici esperimenti, dimostratoavendo 1’ azione del calore che la tintonera viene dal carbone, e la putrefazione<1 eli’ acqua in cui si stempera 1’ inchio-stro della cina e 1’ odore che si svolge,mostrarono che questo inchiostro contie-ne delia colla animale. Prout, che, comedicemmo nel Dizionario , ne fece ['analisi
vi trovò un due per cento di canfora1’ uso della quale trovasi suggerito difatto in una opera cinese e produce as-sai buon effetto. L'inchiostro che la con-tiene si può impastare fra le dita leg-germente unte d’ olio senza aderirvi, edacquista allora benissimo l'impronta del-lo stampo.
Daremo la descrizione del metodo ci-nese quale risulta da un articolo relativo aquesta fabbricazione tratto da una En-ciclopedia cinese delle Arti e Mestieri chesi conserva nella Biblioteca Reale di Pa-rigi , tradotto da Stanislao Jullien profes-sore di lingua cinese al collegio di Francia .
I nove decimi dell’inchiostro fabbricatoalla Cina , per quanto dicesi in quell’ ar-ticolo, si fa con nero-fumo dell’alberosong ( Pinus silvestris ) ; un decimosene fabbrica col nero-fumo d’olio dilong, ( Bìgnonìa tomentosa), di olio pu-ro e di strutto. Ecco in qual guisa sifaccia l’inchiostro ordinario col nero-fu-mo. Cominciasi dallo spogliare il pino ditutta la sua resina, la quale impedirebbela soluzione dell'inchiostro edinsozzerebbeil pennello, quindi atterrasi l’albero. Al-lorché vuoisi spogliare un pino della suaresina si fa un incavo al suo piede e visi pone una lampana. A poco a poco illegno riscaldasi e tutto il succhio dell’al-bero scola per la fattagli piaga. Il luogodestinato a ricevere il nero-fumo è unagabbia di bambù intrecciati, lunga centopiedi, foderala internamente ed all'ester-no di carta incollatavi, e divisa da variitrammezzi con piccoli buchi per lasciarepassare il fumo. Si guernisce il suolo diterra e mattoni, e dopo avere compiutolicondotto per cui dee giugnere il fumo fi-no all’ ultimo trammezzo, bruciasi all’in-gresso per varii giorni sottili copponi ilipino lunghi un piede. Quando il fuoco èspento entrasi nella gabbia per raccogliere.il nero-fumo mettendo a pai te quello a!-